20 lug 2017

Si frantuma una vecchia ideologia..si sgretolano i governi



Si sbriciola pian piano la forza di un governo voluto con la prepotenza, ma non in forza di una politica pluralista e popolare.
di vincenzo cacopardo

Il ministro Costa per gli affari regionali (fino a poche ore fa legato all'ala Alfaniana)..dimettendosi ha affermato che non si può più dare un colpo al cerchio e uno alla botte, rimanendo in quell'area politica che in questo lungo periodo ha creato equivoci e ambiguità. Si dice che punterà a rafforzare il centrodestra sul territorio con una formazione di centro liberale!

Un altro esempio della gran confusione politica che si inserisce nel contesto di un Parlamento che dovrebbe approntare al più presto una legge elettorale chiara e funzionale: Si muovono e si spostano figure senza un preciso pensiero politico in un ambito parlamentare che di forma resta ancora non del tutto legittimato.

Sono in parecchi che vivono nell'ambizione di poter ricostruire un'area di centro moderato, collocata dove stanno i Popolari europei. Una visone che potremmo.. ironicamente.. definire innovativa della politica! Che perdura da tempo e che non trova convenienze in ambito civico e sociale, ma solo in un quadro della politica confuso e disperso tra i rivoli dell'inadeguatezza.. dove si scorgono sempre le stesse figure.

La mossa del ministro Costa ci offre..però.. un'ulteriore analisi sul processo di costruzione della politica odierna: Una procedura politica che da un lato si propone di dare maggior forza ad un concetto bipolare e dall'altro tende, in modo contraddittorio, verso una logica di rafforzamento di un centro moderato. Con questo andamento non si considerano col giusto peso..nè la forza dei programmi necessari...nè la possibilità di nuove idee per la costruzione stessa di sistemi istituzionali riformisti maggiormente utili...Finendo col credere davvero che tutto ciò sia studiato solo in forza di precisi interessi.

Nel sistema politico che ancora oggi si vuole di democrazia, si è ormai creata una anomalia tra chi governa in contrasto con chi legifera. Tanto estesa e ricca di compromessi, questa anomalia..in realtà, determina una apparente e, non più realistica organizzazione democratica. Pensare che la politica, alla sua base, possa continuare ad essere sottoposta alla mancanza di uno scambio sulle idee, sul metodo e sul riscontro dei valori, poichè deve prevalere la “compattezza” di una coesione, non potrà che limitare ogni percorso che si vorrebbe utile per la ricerca. Seppur l’Europa da un lato ci costringe in un percorso verso le due monolitiche posizioni centrodestra-centrosinistra (che oggi si identificano nel PPE e nella nuova area socialista)...si continua a rimanere una visione assai ristretta per la determinazione dell’innovazione funzionale della politica.

Se non si amasse a fondo la politica, si potrebbe anche essere d’accordo con tale scelta, ma è veramente difficile poterlo fare per chi continua ad interpretarla come un libero percorso che deve lasciare spazio a dinamiche più fluide senza spaccare il pensiero e la stessa cultura in due nette posizioni. Non scordiamoci poi.. che questo continuo insistere sulla logica dei due grandi e storici Partiti di riferimento, costruiti su vecchie ideologie, non fa che frenare la desiderata innovazione.
Il problema sta nel fatto di non riuscire ancora ad immaginare la governabilità come una funzione staccata da un processo di ricerca di un programma..volendola invece, concepire come ideatrice stessa del progetto.. Questo genera automaticamente un percorso viziato poichè... partendo dall’alto, ogni proposta, filtra nel Parlamento per pura ratificazione ed arriva in basso in modo inflessibile e perentorio decisa dai Partiti. Perché dunque non dividere meglio i due ruoli? Perche non ricercare nell’innovazione la soluzione a questo vecchio modo di procedere che tiene incatenate e condizionate le due funzioni? Perché non lasciare più libera una politica di dialogo e ricerca condotta dai Partiti, determinando, con altra logica, una governabilità resa più forte e sicura attraverso un programma suggerito dai cittadini?



18 lug 2017

Elezioni regionali: Eccoli ancora insieme!

Ormai lo chiamano “Modello Orlando” un modo per superare l'esperienza Crocetta per le prossime Regionali. Il progetto prende spunto dal suo autore Leoluca Orlando che, avendo vinto le elezioni a Palermo, studia un sistema per compattare un centro sinistra alquanto variegato. Si punta instancabilmente a proporre esperienze del passato pur di restare incollati al potere della Amministrazione regionale..scansando i pentastel.

di vincenzocacopardo

Ed eccoli ancora insieme! 

Quelli che si definiscono i centristi per l'Europa legati al sindaco di Palermo! Alcuni sono i movimenti che hanno contribuito alla sua rielezione e che hanno anche dato vita ai vari patti dai nomi curiosi: dal quello dei “ricci” a quello della “seppia”!

Guida la cordata il coordinatore nazionale dei Centristi per l’Europa Gianpiero D’Alia che si incontra con il sindaco di Palermo per una riunione con gli esponenti delle forze politiche che hanno consentito la sua rielezione alle amministrative di giugno e quindi per riproporre tale esperienza anche per la Sicilia. Una grande fantasia! Anche in considerazione che ancora un vero programma non si vede e persistono alcune curiose perplessità: Si spinge verso un nome istituzionale DI CLAMORE come quello di Grasso per richiamare l'attenzione, ma non è chiara la sua decisione che attualmente sembrerebbe negativa.
La chiamano area “Centrista e popolare siciliana” alla quale sembra accompagnarsi la presenza di Pierferdinando Casini e la figura un po' nascosta dell'ex ministro Cardinale, instancabile animatore di nuove sigle politiche centriste. Una unione a cui non sembra mancare nemmeno il socialista Carlo Vizzini. Non c'è che dire! Siamo rimasti agli anni ottanta..col costante ripetere di un “centro” oggi convenientemente più “popolare”, lontano da una destra e non troppo vicino alla sinistra. Con la solita cantilena di cercare in tutti i modi di rimettersi in gioco e soprattutto di scalzare il nemico numero uno: Il Movimento 5 Stelle!

Si fanno proposte e si ricercano sintesi... ma la minestra è sempre la stessa: rimanere nel paradiso centrista (sottolineandone un certo tono popolare) che è il riparo sicuro contro ogni precisa posizione!


17 lug 2017

LA STRAORDINARIA OPERA CARITATEVOLE DI FRANCESCO

Una vera ossessione per alcuni teologi...

il Papa contestato
di vincenzocacopardo
Con la sua comunicazione rivoluzionaria e la sua umanità tende ad unire le diverse culture religiose.


Ogni giudizio su questo nostro Papa (più francescano che gesuita) viene esposto con una critica quasi ossessiva, persino maniacale e martellante di chi non riesce ad osservare ed apprezzarne la sua cristiana evangelizzazione. C'è chi lo ritiene un esibizionista che recita la sua parte ostentando visibilità...chi lo ritiene troppo politico.. e chi lo definisce persino un peronista.
Il fatto che Papa Francesco (come afferma Marcello Pera) sia poco Francesco e poco... o per niente interessato al cristianesimo come dottrina all’aspetto teologico... non può che rappresentare in sé la vera rivoluzione della Chiesa: Una rivoluzione che porta alla sua rinascita poiché nei secoli la si è vista avvolgersi nelle tesi teologiche ultraterrene che hanno solo portato meno interesse per l'umanità intera. Una realtà che oggi si vede costretta in un quadro del mondo terreno dove cresce quella disuguaglianza e quello strapotere... rendendo l'uomo schiavo di se stesso .
Secondo Pera il Pontefice non è preoccupato della salvezza delle anime, ma solo della sicurezza e del benessere sociale: «Se poi si entra nel merito, egli suggerisce ai nostri stati di suicidarsi, invita l’Europa a non essere più se stessa: il Papa riflette tutti i pregiudizi del sud-americano verso l’America del Nord, verso il mercato, le libertà, il capitalismo. La sua visione politica, sociale e sui migranti è la stessa del giustizialismo peronista, non ha nulla a che vedere con la tradizione occidentale delle libertà politiche e con la sua matrice cristiana».
Nient'altro che retorica per la quale si pensa che la stessa Chiesa vada incontro ad un suicidio! Una visione ristretta..quasi inquietante di chi tende a seguire disperate (ed a volte..convenienti..) vie teologiche verso le quali viene spinta l 'umanità.
Fa tanta rabbia accorgersi di come l'attività costante offerta con passione e grande umanità da questo Pontefice possa essere messa in discussione o persino travisata..volendola persino fare apparire come una visione del “giustizialismo peronista”. Il Pontefice esercita la sua funzione ecclesiale attraverso la preghiera e non un ruolo politico. Potrebbe..ad esempio.. un Papa non pregare in favore di una pace?..Potrebbe non scongiurare altri conflitti sia orientali.. che di un qualunque altro paese occidentale? Per quanto mi riguarda..non ho mai inteso coniugare cattolicesimo e sociale nel modo in cui intendono farlo in tanti che lo contestano.
La mia osservazione riguardo al Papa esula da qualunque altra posizione: Definisco l'opera di evangelizzazione di Papa Bergoglio conforme a quella di chi, come Pastore supremo del cattolicesimo, segue i valori (universali) dell'amore così come lo fece Cristo in terra...Nulla di più!..Ripeto ...se un Papa è Papa ..deve operare di proposito.. e nulla di quello che lui esprime può essere distorto da coloro che, operando per una politica, dovrebbero.. per dovere, apprestare idee e servizi, a beneficio di una società ormai allo sbando...sia essa occidentale... che orientale.

Errato anche parlare di simpatia o antipatia per la figura di un Pontefice..come mi sembra insensato schierarsi a sfavore del suo pensiero. Non credo per nulla che Papa Francesco voglia operare contro un'occidente...anzi certa critica infeconda di chi si sente attaccato in quanto appartenente ad una civiltà occidentale, mi sembra del tutto errata, persino forviante, poiché il problema rimane altro.. ben diverso. Basterebbe essere più intuitivi nel pensiero e meno prevenuti nella figura di Francesco per riuscire meglio a comprendere che il suo tono non è quello “peronista” indicato dai tanti critici, ma quello di uno spirito libero (persino rispetto al suo Clero) di chi ama in modo incontestabile il popolo nel suo insieme.

Il Papa nel suo dialogo esprime una realtà che in questi giorni appare sotto gli occhi di tutti e dove nei Paesi più progrediti continua a perseverare con forza una certa iniquità. Allora è più che sacrosanto chiedersi per quale motivo queste società anziché tendere a livellare un certo benessere, per meri motivi di un mercato..(quasi volutamente non regolamentato), continuino a dimenticare un principio sacrosanto di equità tra gli uomini. Ciò non significa mortificare una società progredita, ma constatarne certi macro-difetti. Se queste considerazioni (che tali rimangono) non devono essere espresse da chi diffonde un verbo cristiano, significa restare ipocriti rispetto ad un onesto giudizio. Non si può mai biasimare chi combatte con le dovute parole una certa cultura guerrafondaia...come non si potrà mai chiedere ad un Pastore di una Chiesa cattolica cristiana di assumere un ruolo che appartiene solo alla politica. Un Papa non potrà mai porsi al di sopra della politica, sebbene Francesco abbia già dimostrato abbondantemente.. attraverso il suo verbo.. quanto la politica debba imparare dalle sue stesse parole.

Per cui..quello che non mi riesce condividere è proprio l'indicare come “perdenti” o peggio “rassegnate” le sue parole che... al contrario... (non potendosi mai porre con un differente dialogo che appartiene alla politica)...sono dimostrazione giornaliera di una evangelizzazione costruita sull'amore verso il prossimo. Questo è l'unico segno che il Papa può e sa esprimere..ed e' la migliore predicazione espressiva di un sentimento che di certo gli appartiene.

Il Pontefice, al contrario di un certo Clero fin oggi ancora rinchiuso e ristretto, dà continua prova, attraverso parole semplici ed umili, di quanto il messaggio d'amore cristiano possa fare breccia persino in seno alla popolazione ed alla cultura orientale...Certamente non può che far male assistere ai continui efferati omicidi condotti con brutalità nei paesi oggi più poveri contro degli innocenti cristiani, ma se un “Papa cristiano” dovesse oggi intervenire sul piano politico, additando colpevoli e non colpevoli.. il mondo intero ne uscirebbe di sicuro peggio. Francesco non abbandona i valori cristiani dell'Occidente.. anzi.. si muove costantemente in favore di questi con quella particolare umanità e l'umiltà necessaria che rappresentano oggi ciò che.. al contrario.. gran parte della stessa società occidentale..pare aver perso. ..La sua può quindi definirsi una comunicazione rivoluzionaria tendente a unire le culture religiose e non a separarle o contrapporle.


UN PROGRAMMA AUTONOMISTA IN COLLABORAZIONE CON LE FORZE POLITICHE INTERNAZIONALI


Alfio di Costa,, fondatore del movimento..,  mette sul tavolo le linee fondamentali del suo programma in favore dell'isola ritenendo utile la prerogativa di una collaborazione con le forze governative nazionali e la Comunità Europea.








"Per noi di “Insieme si può” esiste un unico e solo programma: Quello di rimettere in piedi questa nostra isola rendendole la forza dei valori che ancora mantiene!"

Per cui l'unica domanda da porsi è questa: ESISTE ANCORA UNA QUESTIONE MERIDIONALE? Cioè, se ancora oggi nel terzo millennio, si possa parlare di una “questione” e se, con l’idea di un possibile federalismo, si debba ritenere il Mezzogiorno come una faccenda ancora da risolvere? Se così fosse, non si potrebbe azzardare alcun progetto da parte di qualunque forza politica che non possa coinvolgere insieme la nostra Nazione e la stessa Europa. In poche parole: non sarà facile per chiunque costruire un sano sistema che si voglia unito, se non si lavora con equilibro per risolvere quel divario ancora esistente tra il nord ed sud del nostro Paese.

NOI NASCIAMO PROPRIO PER QUESTO!
Ogni forma di progetto di federazione può rimanere utile se nel contempo si opera un piano strategico che veda un coinvolgimento pieno del Governo centrale..ma anche della Comunità Europea al fine di poter apprestare giuste ed indispensabili infrastrutture per il sud. Questa strada rende anche necessario il metodo con cui si affronta oggi un sistema in favore della nostra Regione, che non può vedere un’esclusiva applicazione di misure fiscali o il proliferare di contributi in favore dei privati, ma utili azioni amministrative ed istituzionali, con investimenti pubblici adatti.. tenendo in considerazione la storia, la cultura e le risorse stesse del territorio.

CON L'INGRESSO IN EUROPA, non si può più escludere un coinvolgimento della stessa rappresentanza della Comunità in precisi interventi che risultano essenziali, sia per l’impegno finanziario che per la responsabilità delle scelte. Per noi il ruolo di una figura Europea può essere utile alla strategia della procedura, purchè ci si immedesimi su un piano infrastrutturale utile per lo sviluppo ed offrirebbe allo stesso Parlamento Europeo l’occasione di immedesimarsi in un problema che coinvolge alcune aree depresse comprese nel territorio, ma anche la possibilità di vigilare sul buon iter della stessa procedura.

Saper dividere i compiti in una procedura per un intervento nel Mezzogiorno, appare la fase più delicata ed importante, in quanto l’aspetto decisionale politico andrebbe opportunamente separato da quello tecnico di fattibilità. Per la nostra Sicilia “INSIEME SI PUO'” si propone di individuare questo sviluppo in collaborazione politica con le forze governative centrali e quelle Europee, poiché nessuno sviluppo potrà mai essere positivo senza un misurato ed utile lavoro di coinvolgimento. Anche sul tema dell'immigrazione non si può trovare soluzione se non in dialogo con la politica internazionale.

NOI SIAMO UNA FORZA REGIONALE che intende collaborare con le forze rappresentative di una politica internazionale per uno sviluppo consono al territorio, in applicazione di uno Statuto..ma non nell'intento di una separazione!


Il nostro programma in breve

-Ristrutturazione funzionale interna dell'amministrazione regionale.

-Difesa e accrescimento dei valori primari(turismo -agricoltura-pesca-artiginato locale- commercio)

-Ricerca e migliore utilizzo delle infrastrutture occorrenti e appropriate allo sviluppo dell'isola (porti- aeroporti-autostrade-ferrovie-dighe)

-Programmazione sociale per una maggiore equità a favore della nostra popolazione a difesa delle fasce più deboli.

-Protezione del territorio, dell'ambiente e del mare circostante.

-Ricerca e pianificazione delle problematiche sull'immigrazione nel territorio.

- green economy, blu economy e banca delle energie.



Questi i primi passi per la prima legislatura supportata da una possibile forza governativa “INSIEME SI PUO'”

14 lug 2017

Renzi..Berlusconi.. e slogan..Fino a quando?


Dopo le ultime amministrative Berlusconi fa i conti.. più che mai certo ..che le liste elettorali di Forza Italia debbano potersi aprire alla società civile. Incontrando gli imprenditori ed i costruttori.. il Cavaliere continua a promettere vittorie elettorali sull'onda di possibili, formidabili incentivi e l'abolizione totale dell'imu.
di vincenzo cacopardo
La politica di Berlusconi come anche quella di Renzi usa basarsi su bonus o su incentivi ai privati, ma in molti ormai sappiamo quanto più utile sarebbe incentivare la mano pubblica, soprattutto al sud, per la costruzione di servizi ed infrastrutture necessarie. In fondo è qui, anche se in netto ritardo, che si continua a decidere il futuro dell'economia del Paese!
Secondo molti vi è un'inevitabile necessità di intervento da parte dello Stato per incrementare la domanda globale..e…conseguentemente, aumentare i consumi, gli investimenti e l'occupazione. Questa teoria rimane decisamente opposta a quella odierna ormai diffusa nel nostro Paese.. in cui si ritiene che il mercato in sé riequilibra domande ed offerte in modo quasi naturale..con l'uso di incentivi e bonus. Sebbene le teorie (Keynesiane)...degli investimenti statali rimangano ancora in discussione, non v’è dubbio che oggi nel nostro Paese..sembrano mancare gli indispensabili investimenti infrastrutturali….e mai… come in questo momento storico, pare esservi un gran bisogno di lavoro.
Intanto Berlusconi..persevera nel suo percorso preparando il suo Partito e la campagna acquisti..volendo procedere con il sistema tedesco proporzionale. Quello che gli consentirebbe di correre da solo ed evitare scomodi patti con personaggi altrettanto scomodi. Non possiamo non tenere conto che questo modello elettorale non dispiacerebbe nemmeno al leader del PD ed è proprio ciò che farebbe prevedere l'intesa di un futuro patto tra i due.
Sembriamo continuamente legati al solito teatrino!
Con una politica che procede incrollabile sui principi delle vecchie contrapposizioni e sulla esposizione delle stesse figure: Si parla di grande consenso..volendo fare apparire tutto nuovo, mentre in realtà tutto rimane vecchio e stantio. In questo quadro Berlusconi si ri-inserisce con circostanza ed opportunità dopo oltre vent'anni.. parlando di nuova politica e di società civile..quasi non volendosi legare ad alcuno. Esattamente come è avvenuto in Francia con Macron e nel nostro Paese col tentativo messo in atto da Renzi.
Nell'attesa di un suo possibile rientro a Palazzo Chigi.. continua con la politica ingannevole e fraudolenta degli slogan: «Senza Berlusconi al Governo 1.619.000 nuovi poveri...Apri la testa, guardati in tasca». 
Ma non passa inosservato nemmeno Renzi col suo accostamento vagamente populista..dispensando ancora sentenze sommarie su tutti ..da Letta a Bersani..da D'Alema a Prodi..etc. Persevera anche lui sugli slogan , ma il suo risentimento dopo la sconfitta al referendum e la scissione.. rimane palese sconfinando in un evidente rancore.
La domanda è dunque : fino a quando dobbiamo ancora restare appesi a questa politica dei due personaggi che hanno già dimostrato le loro capacità rendendo il Paese oltre che spaccato e diviso, in un intollerabile stato di iniquità e povertà?


13 lug 2017

L'ingegneria sociale che sovverte le leggi naturali della nostra società


di vincenzo cacopardo

Un argomento che oggi attrae, ma di cui la politica poco si cura, è quello che viene definito dell'ingegneria sociale ..ossia di chi usa le tecniche per influenzare l'opinione pubblica: Il social engineering è lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di carpire informazioni utili. Viene usato dai Media anche in forma poco condivisibile e chiara. Un modo sorprendentemente efficiente per ottenere la chiave, soprattutto se comparato ad altri metodi crittanalitici.

Con l'evoluzione del software l'uomo ha migliorato i programmi a tal punto che essi presentano pochi errori da commettere da parte dei programmatori quando creano un software: Un social engineer sembra essere bravo a nascondere la propria identità, anche fingendosi un'altra persona.. ricavando in tal modo informazioni che non potrebbe mai ottenere con la sua identità reale.

E' sempre avvincente capire certe dinamiche sociali dove sono racchiuse tecniche usate per influenzare.. non tanto o non solo i media e l’opinione pubblica, quanto le masse, il modo di vivere, i gusti, la loro sessualità..etc. Anche qui però, non sembra esistere quel necessario equilibrio..Ripercorrendo la storia...ad esempio.. dalla teoria del darwinismo (una teoria in sé accettabile ma non del tutto definitiva), pare essersi voluto costruire un assioma che giustifica in gran parte le nuove forme di dominio sociale ed economico: Qualcosa che potrebbe ritenersi pericoloso.. poiché motivato solo da teorie a loro volta manipolabili per un particolare interesse. Insomma ..quello che veramente colpisce è il fatto che anche l'innovativa ingegneria sociale trova il modo di essere giustificata persino quando potrebbe superare i limiti di una certa tolleranza.

Il rischio sicuro è quello di costruire un legame tra l'ideologico ed il concettuale di una incoerente società moderna..sempre più priva di una sua identità, ma basata solo sulla tecnologia, in un gran pasticcio che potrebbe sovvertire ogni legge di natura. In questo processo la stessa società si ritrova.. in vari temi... sempre più confusa, sempre meno religiosa e pericolosamente tendente verso una prossima era, in cui per accesso delle nuove forme di divinità, (come scienza e tecnologia), si reclama di voler sovvertire ogni legge della natura.

Alcune lotte e conquiste potranno apparire giuste ed altre infedeli andando a distruggere il tessuto di base ed il sostegno della società... rendendola quindi manipolabile ed infine insostenibile. Le molteplici forme di diritto..con pretese su una società unisex..Il transgenderismo che sostiene l'identità di genere di una persona, un mercato estremamente libero, potrebbero distruggere in breve tempo la base di sostegno di una società costruita sulla famiglia, sull'equità sociale e sulla base di una forte borghesia. 
Non possono che sgretolare quell'impianto storico culturale sul quale si è basata per secoli la nostra società..Un assetto che la stessa ingegneria sociale tende a voler sconvolgere.







11 lug 2017

L'ideale di Berlusconi...



Sergio Marchionne candidato premier per il centrodestra
di vincenzo cacopardo

Ci mancava Marchionne nel quadro della politica imprenditoriale del Cavaliere!

Non è tanto il nome improponibile..quanto il fatto che sia stato proposto dal leader di FI in un momento storico in cui si combatte contro un sistema che ha reso la nostra società in uno stato di disuguaglianza estrema.




Per Berlusconi la politica è solo impresa..il suo concetto politico rimane legato a quello di uno Stato azienda dove è importante solo raggiungere un traguardo sui numeri! Ma la politica comprende il sociale ..la ripartizione equa di un certo benessere ..il diritto alla salute ed alla scuola..il rispetto per le regole ed il lavoro ..la ricerca funzionale delle norme istituzionali, etc...Non sono importanti solo i numeri di un bilancio, ma anche e soprattutto il suo fine e la ripartizione equa che se ne fa. In politica vi è uno Stato al servizio ed a beneficio dei cittadini.. che non può essere paragonato ad una qualsiasi azienda che fa profitti!.


Possiamo davvero immaginare un premier della nostra Nazione che paga le tasse in Svizzera?, Un manager che ha portato la sede legale della nostra azienda madre Fiat, in Olanda.. mentre quella fiscale l'ha messa in Gran Bretagna? ..Che ha anche penalizzato l'economia meridionale del Paese?..Inoltre non dimentichiamo che Marchionne fino a qualche tempo fa è stato a braccetto con Renzi condividendo tutta la sua politica degli ultimi anni..Un candidato quasi improponibile nell'ottica di una destra che dovrebbe restare legata a Salvini e la Meloni!

Son passati ventitrè anni da quando Berlusconi mise piede a Palazzo Chigi e adesso, con l'incubo di un Movimento 5 stelle che destabilizza la comoda politica delle contrapposizioni, il Cavaliere insiste col sentire il dovere di dedicarsi al Paese..come fosse ispirato da una somma entità divina. Ed ecco la solita ricerca della figura che possa richiamare l'attenzione! Per lui Marchionne o Draghi..simboli di una economia internazionale che ha guardato solo a parametri e profitti, sono l'unica scelta perseverando sulla linea di un sistema che procede quasi asettico e che condanna al suo servizio ogni decisione sulle scelte della politica.


Sbagliato pensare che Berlusconi tenda a voler dividere la destra! Berlusconi ha semplicemente terminato il suo percorso politico..non ha più idee a sostegno..nè più spazio per una politica che oggi deve muoversi sui programmi e non sulle solite inutili campagne promozionali..Ha solo tante risorse che gli permettono ancora di esprimersi!. La sua testa lavora costantemente per la ricerca di uno scoop che possa ancora far presa sul popolo..Se ancora ottiene consensi li deve al solo fatto che si oppone ad una sinistra..Ma questa non può più essere la politica che ci serve!

10 lug 2017

SICILIA: I VOTI "DISPERSI" DEI PICCOLI MOVIMENTI


di vincenzo cacopardo

Una “coalizione strategica” fra i tanti piccoli Movimenti dispersi nell'isola che in tanti ancora non riescono a percepire come forza di reazione sui valori e di contenimento sui Partiti tradizionali

Vi è una sola responsabilità ..ed è quella errata di pensare di potercela fare da soli! 
Quello che invece oggi conta è arrestare la prepotenza di una politica che pretende di poter sbarazzarsi attraverso sotterfugi e
proposte, in modo pseudo-legittimo, di tutti coloro che vorrebbero partecipare liberamente alla crescita politica, economica e dei valori della nostra isola.”

Armao, Costa, Di Costa, Lagalla, Forconi, Movimenti civici provinciali, di indipendenza.. o mossi da un principio di onestà. Sono ormai in tanti che perseverano nel disperdere i consensi in una opposizione contro i metodi dei partiti tradizionali contrapposti. Il tutto col presupposto nobile di difendere i valori di un'isola, ma ben lontani dal poterli affermare poiché dispersi ed illogicamente incapaci di sostenersi tra loro. Eppure la loro lotta è.. e rimane comune... in favore dell'isola!
Cosa pensano di fare?...con le loro percentuali dello 0 virgola o anche dell'uno o uno e mezzo per cento? Di poter ottenere un risultato positivo per combattere lo strapotere dei Partiti tradizionali che da anni operano sereni seduti sulle poltrone di comando?
Malgrado lo scopo univoco..rimane innegabile una certa presunzione nei loro progetti autonomi ed una evidente paura di perdere il comando del proprio gruppo..che non va certo a beneficio di una lotta costruttiva: Questa loro lotta si riduce quindi in una inutile dispersione di forze e di risorse!..Solo la loro unione può essere capace di arginare lo strapotere di una politica che non vuole vedere!..
Meno importa.. in questo momento ed in questa logica.. se si è d'accordo in tutto! C'è un solo modo per reagire all'arroganza di una politica che persevera col metodo della prepotenza dei Partiti nazionali più grandi!
Tutti i Movimenti di innovazione nell'isola..purchè fortemente territoriali ed estranei ad ogni forma di estremismo, dovrebbero reagire in un'unica associazione di scopo che gli darebbe ben oltre che il 5% e forse addirittura un bel 10% per ostacolare il progetto di chiusura ad una libera politica e sconvolgere quel piano di epurazione dei piccoli: Una Associazione che nel futuro potrebbe anche sciogliersi, ma che oggi avrebbe il preciso proposito di arginare l'abuso da parte dei grandi Partiti che nelle prossime elezioni regionali si preparano usando le solite armi delle risorse, della forte comunicazione.. e della stessa politica di legislatura.

Qualcosa di forte e di utile dovrebbe unire i piccoli Movimenti ..ed è quella voglia di rinnovamento che non può che tenerli insieme soprattutto nei valori.. al di là delle proposte personali. Ma quello che si scorge fa pensare ad altro: Ad una personale infruttuosa voglia di comando e di accentramento da parte di ognuno di essi!
Quello che oggi conta è arrestare la prepotenza di una politica che pretende di poter sbarazzarsi attraverso sotterfugi e proposte in modo pseudo legittimo di tutti coloro che vorrebbero partecipare liberamente alla crescita politica, economica e dei valori del Paese, senza per questo pagare lo scotto di non avere cospicui mezzi e risorse finanziarie per farsi conoscere.
Occorre riflettere bene!


(Una organizzazione a parte resta il Movimento 5 Stelle che, come formazione di rottura, da ciò trae persino beneficio trascinato dai numeri dei consensi a livello nazionale) 

07 lug 2017

Se anche Franceschini abbandona Renzi...

(Cosa non del tutto improbabile)
di vincenzo cacopardo

Adesso rimane perplesso anche il ministro Franceschini che sul tema delle alleanze non sembra proprio d'accordo con lo stesso segretario del PD-. Secondo Franceschini senza alleanze non si potrà mai creare una maggioranza e senza di questa non si riuscirà a governare! Niente di più scontato e giusto, se non fosse che lo stesso Renzi pare ogni giorno voler correre da solo...Per il ministro è giusto che si parli pure di contenuti ..ma soprattutto di alleanze..per poter trovare un accordo sulla governabilità del Paese. Contrapporre le due esigenze rimane un errore!

Più che quello dello “ius soli”... il tema odierno del PD pare essere un “currere solus” del segretario che, se dovesse perdere anche il favore della corrente di Franceschini, rimarrebbe in un deserto dove solo in pochi potrebbero ancora sostenerlo.

Per cui il tema delle alleanze viene portato alla ribalta dal più forte sostenitore della linea politica renziana in seno al PD. Ma Renzi sembra non porvi attenzione correndo e soffermandosi con maggiore attenzione verso le sue riforme.. ritenendo sprecato il tempo per discutere di possibili alleanze all'interno del Partito. Pare più accondiscendente con un percorso popolare, ed anche un pò populista, spingendo tutti a ragionare sugli interessi dei cittadini e chiudendo ogni contatto con Democratici.

Dopo aver governato per ben tre anni adesso pone l'attenzione sullo “ius soli” e sul tema dell”'immigrazione” come fossero argomenti solo odierni.. la cui soluzione..a suo dire.. ci impegnerà per parecchi anni. Ma questi temi non si ponevano anche durante il suo lungo governo? Non pare proprio che il suo esecutivo vi abbia posto l'impegno necessario e l'attenzione dovuta!.

La linea politica di Renzi mette in allarme lo stesso Franceschini che comincia a percepire una certa preoccupazione, amplificata dalla furbizia di un segretario sempre da lui sostenuto, che...malgrado le recenti batoste, appare troppo dedito a riproporre riforme dimenticando l'importanza strategica delle possibili alleanze. Ciò non può che porre preoccupazione per il futuro di un Partito ancora condotto dalla presunzione di chi ritiene di poter dettare proposte riformiste nella massima fase di sgretolamento di una organizzazione politica storica che continua a perdere consensi.



06 lug 2017

Il “pericolo grillino”..ed i “programmi rivoluzionari”

di vincenzo cacopardo

E non poteva che essere così!...

Per il Cavaliere.. come per lo stesso Renzi... il vero pericolo si chiama solo Movimento 5Stelle! Ci si prepara quindi da ambedue le parti a proposte rivoluzionarie per abbattere politicamente il nemico numero uno: quel terzo incomodo che tanta imbarazzo ha portato alla loro conveniente politica delle contrapposizioni.

Il “pericolo grillino” così viene interpretato quel vento di cambiamento che, seppur a volte spinto con eccessiva passione, vorrebbe porre rimedio alle storture di una passata politica delle convenienze, degli inciuci e dei conflitti. Per i Partiti tradizionali una sola cantilena: L'unica possibilità di sconfiggerlo rimane l'usuale concezione di una forza “moderata”! Un ritornello stantio... un aggettivo ormai scontato che non ha fatto altro che agevolare la politica del non cambiamento..quello che insiste per mantenere un sistema di comodo impregnato di contraddizioni..


Ma se anche il Partito dei 5Stelle non dovesse sortire un successo nel lungo processo di cambiamento, ha ormai portato nuove speranze e l'abbattimento di una mentalità politica sulla quale un giorno potrà costruirsi un'utile innovazione: Una metamorfosi..che seppur allungata e diluita nel tempo... avrà già aperto le porte ad un pensiero diverso..con aria nuova, idee e figure distinte.


Se c'è chi afferma che esiste un “pericolo grillino”..c'è chi dall'altra parte sostiene che una rivoluzione politica incentrata sulla integrità e sull'equità sociale è già di per sé una vera rivoluzione mentale che potrà portare solo maggiore equilibrio e benefici alla nostra comunità.


Ma c'è ancora chi..come Berlusconi... dopo oltre vent'anni di palcoscenico politico, ha l'ardire di esprimersi in “programmi rivoluzionari” ..e lo fa preoccupandosi molto di più di abbattere quel nemico che di rivoluzione ne ha creata tanta e molta di più!


Questo modo di leggere il cambiamento della politica dei 5Stelle in senso catastrofico... corrisponde soprattutto ad una paura di non poter fare più parte del futuro politico del Paese. Si chiama panico, angoscia..inquietudine di non poter più stare in prima fila con l'aria di vendere prodotti ad un pubblico ormai stanco, indifeso e costretto. Se per Berlusconi questo è l'unico modo di esporsi in politica..lo è ancora di più per Renzi che di vendite, negoziazioni e conflitti.. ne ha riempito il Paese.