25 set 2017

M5Stelle: Principi e discordanze


Scontata prevalenza di consensi in direzione del vicepresidente della Camera
di vincenzo cacopardo
Se c'è qualcosa che dovrebbe evitarsi in questo momento pre-elettorale è proprio una spaccatura interna al Movimento fondato da Grillo e Casaleggio! Detto questo è di tutta evidenza che la critica di Roberto Fico non può essere sottovalutata: Se di Maio opta per sedere nella poltrona più alta del governo, non dovrebbe sostenere l'incarico di capo del Movimento politico..se non scadendo nei comuni evidenti compromessi. Saranno piccoli particolari... come spiega una certa stampa, ma restano importantissimi principi sui quali si dovrebbe operare un percorso di politica di cambiamento sul quale lo stesso PD è caduto maldestramente rendendo il doppio incarico al premier Renzi.
Anche se...come era scontato, i Cinquestelle hanno incoronato il loro candidato premier nella figura di Di Maio, resta in piedi una polemica col gruppo definito ortodosso che vede in Fico un esponente di prima fila. Sorvolando sul metodo, decisamente poco convincente..col quale si da vita ad elezioni e primarie in seno a questo Movimento, non credo vi siano vere e proprie guerre all'interno del Movimento, ma solo uno scambio dialettico che vede critiche (per il sottoscritto di certo fondate) su un possibile doppio ruolo che non potrebbe che arrecare danno all'ipotetica presidenza di un governo a carico del neo eletto alle primarie.
Se da un lato è risultata assai divertente e persino teatrale la presenza di altri candidati a dir poco sconosciuti..dall'altro lato non ci si poteva di certo meravigliare della prevalenza di consensi in direzione di Di Maio (vicepresidente della Camera) già da tempo molto più presente nelle TV nazionali. Tuttavia rimane ancora in atto un vero braccio di ferro sulla questione “candidato Premier e capo politico del Movimento”. Un argomento che porta ad una polemica fondata su una concezione logica che potrebbe sovvertire l'idea di vera mutazione rispetto ad una politica di sistema già esistente..oggi persino provocatoria. Un quesito che infiamma di certo gli animi già bollenti all'interno del Movimento. Ma la dialettica resta necessaria e sana per la stessa evoluzione dell'organizzazione politica.
Robero Fico rifiuta ogni tipo di strumentalizzazione in proposito e Grillo continua nella sua opera di paciere gettando acqua sul fuoco.. volendo però uscire dalla ingombrante presenza che lo vede oggi ancora capo politico del Movimento: Ripete che non è più lui il capo politico, ma illogicamente.. non si domanda se sia giusto affidare un incarico simile a chi si predispone per un premierato governativo: E' evidente che un eventuale impegno governativo da parte di Di Maio non potrebbe mai combinarsi positivamente con il pensiero di chi dovrebbe vedere nel movimento dell'"uno vale uno"...un modello di democrazia partecipativa non intrisa da conflitti con una amministrazione governativa.



22 set 2017

La legge del compromesso


"Una legge mista che pende sul proporzionale... ma che di fatto.. lo costringe".
di vincenzo cacopardo

Il capogruppo del Pd in Commissione Affari Costituzionale Emanuele
Fiano...ha presentato il nuovo testo della proposta per una nuova legge elettorale che si è voluta chiamare "Rosatellum bis: Una le gge che risolve una maggioranza!

La nuova proposta viene considerata quella di un Mattarellum fortemente rivisitato: Le principali caratteristiche sono la divisione di un 64% di collegi plurinominali con liste bloccate attraverso il sistema proporzionale... ed il 36% restante di collegi uninominali col maggioritario. Un sistema misto appositamente studiato che prevede la quota di sbarramento al 3% e non più al 5. Inoltre per le coalizioni la quota di sbarramento viene fissata al 10%.Ciò permetterà la possibilità di inserirsi in Parlamento anche con uno 0 virgola e la formazione di collegamenti con i Partiti più grossi da parte dei piccoli.

In tal modo una maggioranza verrà fuori senza alcun premio ed è scontato che Berlusconi e Renzi possano trovare un accordo con l'inserimento sicuro delle equivoche forze centriste qualora un centrodestra non riuscisse a venirne fuori compatto. In qualunque modo questa legge aiuterebbe soprattutto Berlusconi, il quale si è subito dichiarato favorevole. Una proposta che viene presa in buona considerazione da una maggioranza dell'Aula e che..forse con qualche ritocco ..potrà trovare un buon consenso.

Una legge elettorale che non favorisce di certo il Movimento 5Stelle che.. in questo modo, volendo correre da solo, subirebbe la supremazia di coloro che si coalizzeranno. Di certo una proposta che è stata studiata ad hoc per accantonare ogni ipotesi di possibile vittoria dei pentastellati. Inoltre la legge penalizzerebbe anche il gruppo dei Bersaniani e di Pisapia che la interpretano del tutto peggiorativa rispetto alla versione precedente anche per via delle liste bloccate suggerite dai Partiti.

Se è vero che con questa legge la democrazia apre le porte ai tanti piccoli è anche vero che chiuderà un portone al Movimento di Grillo, il quale..seppur dovesse prendere una personale maggioranza..non gli servirebbe a nulla! Anche il Movimento dovrà quindi fare i conti con le coalizioni e l'unica che al momento riesce possibile intravedere è quella con la Lega di Salvini.

Forse una strada per risolvere una maggioranza sicura..ma di certo un ulteriore compromesso dettato da quel realismo politico che preclude ulteriori idee in proposito..Ma c'è ancora chi non si rassegna!



21 set 2017

Le virate del ministro


Alfano l'indeciso?
Certo è che la coerenza non è di sicuro la forza del neo ministro degli esteri che per quanto riguarda lo ius soli parrebbe poter votare in favore! Se qualche giorno fa riteneva impossibile votare a favore della legge proposta dalla sinistra, oggi (per quell'opportunismo che non gli è mai mancato) il fondatore di AP sembrerebbe poter calare il capo per non scontentare gli alleati. Non possiamo omettere dalla faccenda il fatto che.. nel suo regno siciliano.. per le prossime regionali alle porte.. il ministro è schierato con la stessa sinistra in una lotta non facile per sostenere Micari proposto da Orlando con l'ausilio di Renzi ed il PD.

Al di là dell'importanza di una simile legge (oggi presente in tanti paesi occidentali), quello che stupisce sono le giravolte del ministro che si è sempre dichiarato per questa legislatura contrario. Queste le sue parole poco tempo addietro: "cosa giusta" ma "il momento è sbagliato". Il leader di Ap aveva difeso lo stop del provvedimento per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini stranieri malgrado il pressing della sinistra. E' possibile che con l'arrivo delle prossime elezioni in Sicilia..certe sue posizioni siano cambiate?

Se vi è un problema di merito, a detta del ministro si potrà superare attraverso appositi emendamenti..Tuttavia in tanti si chiedono dove può ormai trovarsi il tempo per emendare una simile legge che vede oggi precari limiti di maggioranza per la sua approvazione. In ogni caso sembra accantonata l'ipotesi di ricorrere alla fiducia per via dell'importanza e del contenuto della legge stessa: sarebbe una forzatura che non potrebbe che destabilizzare lo stesso governo oggi in carica: Sappiamo tutti che per AP questo provvedimento sarebbe un problema..poichè al Senato la maggioranza potrebbe essere assai precaria.

Per molti parlamentari la questione dello ius soli non può che essere affrontata a livello europeo poiché oggi l'Italia è anche Europa. Ma nel nostro Parlamento è diventata una questione parecchio strumentalizzata da una politica che profitta di ogni occasione per mettere in discussione progetti di legge di ogni tipo..a volte in favore o non del proprio Paese. Quello che manca e di certo una precisa posizione sui principi di tale provvedimento..ma non certo queste continue virate da parte di un ministro
vincenzo cacopardo


Una politica impedita dal suo eccessivo pragmatismo


Se tanti politici che oggi si dichiarano coscienti e consapevoli non sono in grado di dare un senso alle parole “crescita ed innovazione”, si può allora pensare che restino volutamente immobili spettatori per un proprio beneficio ..ma se anche.. non percepissero il valore stesso delle idee, poiché per loro incomprensibile, la loro figura apparirà come quella di parassiti in un sistema sempre più malato. “

di vincenzocacopardo

Il dato di fatto è che la governabilità odierna viene sempre più spesso ricercata attraverso un consenso con l'uso e l'abuso di qualsiasi maggioranza... determinando di continuo una politica priva di idee positive. La ricerca di una “maggioranza”.. ormai imposta dal procedere pragmatico di una certa politica... continua a reprimere ogni prospettiva in direzione di un'utile progettualità: Si definiscono governi di occasione dettati da una classe politica che si muove spesso per immutabili regole e che trova nell'opportunismo il suo fine senza alcuna responsabilità. Alla base di ciò è più che logico pensare che ogni governabilità non può che essere costruita dal basso giacchè è proprio il popolo che deve determinarla onde evitare precise responsabilità dei singoli politici parlamentari.

Il riferimento ad un pragmatismo accentuato che si è diffuso ed ha proliferato in gran misura anche nella politica odierna..ha una sua ragione valida: A differenza che negli anni della ricostruzione del dopoguerra e quelli del boom.. fino all'inizio degli anni ottanta..la politica seguiva un processo di cultura sociale fondato sui valori e sulle vere esigenze di un Paese a regime democratico: I valori prevalevano ed aiutavano pur sempre accompagnati da un percorso reale fondato su una ricerca al fine di una utile progettualità. Via via questo processo, con la perdita definitiva dei valori, ha assunto un aspetto sempre più asettico condizionato prevalentemente dalla pratica delle regole e dei principi.. inducendo la stessa politica a subire più che ad ispirare e suggerire.. Un processo che ha finito con l'assumere sembianze ciniche sempre più spietate e che sembra oggi aver portato verso prevalenti interessi di parte. Una politica che ha finito con l'essere mentalmente imbrigliata e tanto condizionata... da mettere in primo piano solo un nesso con la realtà delle regole.. sminuendo ogni riferimento verso ideali ed inventiva...perdendo di fatto ogni rapporto con le necessita del contesto sociale.

La speranza di una crescita senza idee e creatività sembra essere seriamente compromessa da questo enorme ostacolo posto da una forma mentale ormai proiettata in direzione di una visione forzatamente realistica delle cose che si riflette inevitabilmente sui rapporti reciproci, sul lavoro e di conseguenza anche su una cultura politica. ..Ed ecco che allora potrebbe sorgere il ragionevole dubbio se, questa forma mentale, non potrebbe essere sostenuta da poteri forti che frenano volutamente il cambiamento in direzione di vere e significative innovazioni sociali, per la paura che lo stesso mutamento possa intaccare ogni loro personale interesse.

Se i grandi luminari della economia non fanno che dettare il loro programma in una visione che per loro non può che essere realistica e concreta, la politica non può permettersi di sottostare a qualunque tipologia di programma economico, ma deve analizzare per guidarlo in una società che reclama una più equa gestione economica al servizio e per il benessere della comunità...poiché nella visione di una politica entra il sociale.. con i relativi rapporti, il lavoro, lo sviluppo, il welfare etc. E' ormai chiaro che non può essere l’economia a dettare i principi alla politica di ogni Paese, ma viceversa.

C'è quindi da chiedersi se il forzato uso del pragmatismo..continuando a frenare lo sviluppo delle idee... non abbia portato inevitabilmente a quella visione ristretta e cinica che non potrà mai agevolare alcuna forma di innovazione sociale...facendo prevalere di forza l' economia finanziaria.



20 set 2017

Lega e 5Stelle: gli episodi che pongono dubbi


I due provvedimenti concomitanti avvenuti in questi giorni.. operati dalla magistratura destano dubbi da parte di tanti cittadini. In questo blog non si è mai inteso metter lingua sull'operato della magistratura, tuttavia è nostra volontà porre una breve analisi del contesto in vista di elezioni politiche che potrebbero essere condizionate da tali episodi.

Gli episodi sono due e toccano i partiti meno tradizionali: La Lega ed il Movimento 5Stelle...ma potrebbero anche esservene altri nella inesauribile lotta politica che va congegnandosi. Nella fattispecie risultano un pò troppo premurose e poco equilibrate le procedure in ambedue i casi.

Riguardo il primo episodio che tocca la Lega.. la procura di Genova ha congelato 49 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità di gestione. Sappiamo che queste irregolarità appartengono alla vecchia gestione del Partito che era in mano alla gestione Bossi. Salvini ha tranquillizzato i suoi avvertendoli che ha già presentato ricorso e sottolineando che tali fondi solo tutti provenienti da privati...non privandosi di scagliarsi contro una certa magistratura politicizzata.

Per quanto concerne il Movimento 5Stelle sul blocco della candidatura del candidato alla presidenza Cancelleri la domanda da porsi è: Se un Tribunale può sospendere un candidato per motivi inerenti la propria organizzazione interna..Insomma..se in realtà può entrare in fatti relativi una struttura che stabilisce le regole a proprio modo..ponendo simili provvedimenti. Il candidato Mauro Giulivi aveva fatto ricorso al tribunale perché era stato lasciato fuori dalla competizione. Lo staff M5S gli aveva rimproverato di non aver sottoscritto il codice comportamentale e lui avrebbe risposto di non aver avuto il tempo per leggerselo e studiarlo. Questa sarebbe stata presa come una scusa ed avrebbe indotto il M5S a negargli la possibilità di candidarsi.
Se l'episodio dovesse rimanere in un ambito privatistico.. la sospensione rimarrebbe oltremodo penalizzante per i candidati del Movimento oggi ancora bloccati.

Non possiamo che porci queste lecite domande senza alcuna intenzione di interferire nel lavoro della giustizia.. Certo è che la tempistica con cui si è proceduto e che ha accomunati i due fatti, in relazione all'arrivo di importanti elezioni, alcuni dubbi non può che porli.



SICILIA e POLITICA: Il gioco delle liste



Li chiamano "nuovi soggetti politici"!
di vincenzo cacopardo

In questi giorni per il voto regionale in Sicilia..si vede di tutto!..Si presentano liste opportunamente studiate per ottenere il miglior risultato..dimenticando l'importanza progettuale di un vero piano di sviluppo politico a beneficio per l'isola. Sembra una condanna per una regione i cui cittadini non si immedesimano in profondità su come questa vecchia politica si muove studiando solo criteri di maggioranza sorvolando sulle idee per una vera crescita.

Uno di questi soggetti indicati come “nuovo” lo presentano Nino Oddo del Partito socialista italiano e Sicilia Futura di Totò Cardinale: Un progetto che sostenendo la candidatura alla presidenza della Regione di Fabrizio Micari aspira a diventare la seconda gamba del centrosinistra insieme al Partito Democratico. Ma di queste gambe..ne abbiamo viste fin troppe!

Un disegno che prevede i due partiti in un simbolo comune per correre verso le elezioni regionali e costituire un nuovo gruppo comune all'Assemblea. In tal modo verranno candidati i deputati uscenti dei due Partiti che potranno conservare le poltrone. Gli ideatori di questa unione..hanno l'ardire di ritenere questa operazione..un intervento prettamente politico.. più che elettorale.
L'ex ministro Cardinale ..nella penombra.. continua ad operare per la politica costruita sulle intese e sull'opportunismo.. azzardando, ancora dopo decenni, un riformismo progressista in unione con il cattolicesimo democratico....Come nulla fosse cambiato in questa isola ancora abbarbicata alla mentalità politica di un tempo che si spinge a proseguire il suo percorso con queste manovre prive di ogni vera progettualità in favore della cittadinanza. Sembra che a Totò Cardinale non manchi mai un'inventiva...nè la voglia di inserirsi in queste alchimie politiche di strategia, per lo più, vuote di programmi.

Le posizioni contrapposte si arricchiscono di queste figure che sostengono di manovrare dietro il vessillo del riformismo progressista, ma che in realtà operano per mantenere quei consensi dalla masse più indecise e meno preparate (per non dire che ignorano) al fine di mantenere una certa autorità o un potere. Se è vero.. come sostiene Cardinale... che si vince con le liste forti è anche vero che queste liste non contengono mai una vera progettualità e servono solo di convenienza per raggiungere l'ambito traguardo di una maggioranza (spesso anche scomposta e profusa di evidenti antinomie)
 

Analisi di Paolo Speciale e breve commento

L'ITALIA CHE NON CAMBIA
di Paolo Speciale
I recenti risvolti della vicenda Renzi-Consip, non a caso rimbalzati in clima pre-elettorale nelle ultime cronache quotidiane, confermano un’immagine pressoché desolante - già purtroppo presente da decenni – della storia tra i rapporti tra le istituzioni repubblicane, nell’ambito di un conflitto difficile e per questo mai composto.
Il problema della contrapposizione tra i poteri sovrani e fondamentali dello Stato si era tragicamente posto, con una progressiva e prevedibile ingravescenza dovuta all’inizio del ventennio berlusconiano, nel 1992 con origine dalla Procura di Milano. Non che altri Pubblici Ministeri prima di allora non avessero alcun politico da inquisire, ma quell’anno, come è noto, segnò l’inizio di una diversa filosofia relazionale e comportamentale attribuita al Giudice in senso lato, il quale con la ricerca delle “mani pulite “ seppe finalmente prendere coscienza delle “mani libere” che le leggi fondamentali dell’ordinamento gli rendevano disponibili, affrancandosi da una sorta di timore riverenziale verso l’esercizio e l’espressione del potere politico sia legiferante che di governo.
E sin qui possiamo parlare con l’orgoglio derivante dalla grande ammirazione e gratitudine nei confronti di chi ha avviato questo naturale processo di attuazione vera e propria del dettato costituzionale.
Dopo qualche tempo, come è noto, la degenerazione infausta del timore riverenziale ebbe modo di manifestarsi sotto altro, nuovo e destabilizzante modus agendi: alcuni organi togati, rappresentanti dello Stato nei procedimenti giudiziari, non seppero, umanamente, rimanere insensibili a quel fascinoso potere politico che divenne impropriamente il motore di inchieste giudiziarie in genere infondate ma fortemente influenti sull’esercizio del potere politico stesso ed oggetto, secondo una tradizione tipicamente italiana, di solenne ma non sincera ammirazione dalle forze che allora costituivano l’opposizione pulita e non iscritta nel registro degli indagati.
Semplice opportunismo quello dell’allora PD senza la complicità dei magistrati? Può essere. Ma anche no.
E dunque, come non considerare oggi non onorevole la presa di posizione di Renzi, più o meno direttamente coinvolto nell’inchiesta Consip, che addirittura non parla neanche più di esercizio dell’attività di indagine e giudiziaria con le caratteristiche di una lotta politica impari - come aveva fatto il Cavaliere - ma definisce addirittura “eversivo” il procedimento avviato dal Dottor Woodcock nei confronti di Papà Renzi? Dove è finito il rispetto – sempre e comunque dovuto – nei confronti dell’operato della Magistratura, intesa come naturale destinataria di pubblica fiducia nell’amministrare la Giustizia?
Ed ancora però, come porsi da cittadini nei confronti di un Procuratore Capo che affida sempre allo stesso Sostituto inchieste di particolare risonanza presso la pubblica opinione, non nutrendo così minimamente il legittimo dubbio che una scelta già a priori considerata discutibile dell’istruttore del procedimento possa costituire essa stessa danno all’immagine del potere giudiziario, giungendo in una sorta di limbo dove la percezione della necessaria differenza tra il ruolo dell’indagato (politico) e dell’ inquirente (aspirante tale) si dissolve lasciando un vuoto inquietante?
Il nostro Paese non cambia e non cambierà su parecchie cose e tuttavia perché non proviamo innanzitutto a chiederci “chi deve cambiare cosa?”.
Occorre partire da una saggia e responsabile individuazione dei soggetti e/ o degli organi legittimati – o legittimandi – ad elaborare ed a porre in essere una sostanziale riforma che ridisegni le reciproche autonomie e garanzie di azione tra i poteri supremi dello Stato democratico: epperò sappiamo anche tutti che nessuno può riformare sé stesso perché la sua stessa condizione di destinatario dell’azione istituente l’innovazione ne compromette la bontà d’intenti.
Eppure bisogna procedere, prima che sia troppo tardi.
Paolo Speciale



NON SI CAMBIA... SE PRIMA NON SI ROMPE
La divisione più netta dei ruoli ed un serio regolamento sui Partiti”..sono la mia risposta a queste domande poste dall'amico Speciale...Ma Paolo si chiede anche chi deve proporre le giuste riforme allo stato di una politica che ha ormai toccato il fondo. Questa sua domanda è quella che un po' tutti ci poniamo..ma nulla potrà mai cambiare se prima non si rompe il vecchio ingranaggio.

Persino il Movimento 5Stelle (l'unico in grado di poter rompere il vecchio sistema) non sembra in grado di riformare nel modo giusto.: Le parole di Grillo sul candidato a capo del Movimento che deve proporsi come candidato Premier esprimono già di per sè una mancanza di cognizione e di una attenta analisi di ciò che è avvenuto in questi ultimi anni: Un doppio ruolo che ha solo creato problemi e conflitti incolmabili. Questa partenza è già di per sé un flop!

Possiamo perciò immaginare che se anche il Movimento 5Stelle potrà essere in grado di rompere, difficilmente, in considerazione della sua struttura politica organizzativa, potrà essere in grado di ricostruire una nuova politica per il futuro. Dobbiamo augurarci che riescano ad entrare nuove forze in grado di riformare in termini più adeguati, ma resta il fatto che la prima mossa è di certo quella di smontare un vecchio sistema e nessuno oggi ha la forza dei numeri per farlo se non i pentastellati.
vcacopardo


19 set 2017

Una Sicilia destinata alla peggiore politica..

di vincenzo cacopardo
Se non fosse che di sicuro una buona parte dell'elettorato resterà a casa rifiutandosi di esprimere un qualsiasi consenso su una politica che vede ancora figure di Partiti tradizionali muoversi da un campo all'altro delle contrapposizioni e l'incognita di un M5Stelle che, seppur positivo in ambito di rottura di un sistema politico locale, pone dubbi sulle capacità di come amministrare la difficile e complessa macchina organizzativa regionale.

Nulla cambia veramente sull'aspetto relativo ai bisogni di un'isola che offre un naturale bagaglio di valori da dover salvaguardare per uno sviluppo più conforme. Riappaiono le stesse figure politiche pur avendo già dimostrato abbondantemente la loro inadeguatezza rispetto ai veri bisogni di un territorio che esprime bellezze e natura particolari. Alcuni movimenti civici territoriali hanno ceduto all'incedere della forza dei Partiti tradizionali... vendendosi i principi ..pur dichiarandosi disponibili ed a supporto di una politica a beneficio dell'isola.

E' naturale che una situazione simile offre solo sconforto e poco interesse verso un consenso. C'è rabbia ma c'è anche approssimazione... vi sono interessi personali che vanno ad incidere fortemente sulle posizioni per la mancanza di idee progettuali. In Sicilia la politica continua a muoversi per strade di convenienza anche in forza di un disinteresse e di buona parte di impreparazione da parte di tanti cittadini. Se a questo aggiungiamo il forte cinismo di un popolo di cui lo stesso Pirandello scrisse, ci accorgiamo della difficoltà di rompere questo muro mentale. Per il drammaturgo poeta Agrigentino qualunque filosofia era un fallimento di fronte all'insondabilità dell'uomo quando in lui prevale l'aspetto irrazionale. L'uomo resta in balia di questo flusso dominato dal caso, cercando inutilmente, di opporsi. Le forme finiscono con legarlo a “maschere” in cui non può mai riconoscersi o alle quali è costretto a identificarsi per dare comunque un senso alla propria esistenza. Nel siciliano questa rimane una prevalente caratteristica: Nonostante il patrimonio di genialità, non riesce ancora a percepire l'importanza dell'innovazione.. In questo caso sembrano essere le stesse “maschere” della politica a tenerlo obbligato!


Sappiamo ormai che solo il suo patrimonio di bellezza di questa terra può contrastare il male della prepotenza... Una mentalità cinica e di mafiosità che solo l'arte e la cultura possono davvero contrastare! Tuttavia si continua a muoversi in direzione di una politica governativa che non le riconosce in pieno il suo vero patrimonio e la sottopone ad uno sviluppo spesso inusuale. Se la politica non percepisce come primario questo punto..la Sicilia rimarrà sempre indietro! 

18 set 2017

Tanti leaders... tutti Premier..

nessuna legge elettorale...e molta possibile astensione....
di vincenzo cacopardo
«Abbiamo riscoperto le ragioni che hanno portato più di vent'anni fa alla nascita del partito e del centrodestra» Sono le parole di Mara Carfagna. …
E meno male!..meglio tardi che mai...si potrebbe risponderle!
Secondo la Carfagna ..la sensazione assai diffusa è quella di aver costruito una linea solida tra passato e futuro..ed in questa operazione si è accoppiata l'esperienza della organizzazione con una particolare affidabilità. E questa affidabilità pare essersi ritrovata tra le braccia di chi ..se non di Berlusconi? : Un Leader di esperienza.. ancora capace di coinvolgere e trascinare i cittadini ..dopo questi anni incerti condotti da una politica ancora più incerta.
Con tutto il rispetto per la onorevole Carfagna... che di esperienza politica ne avrà anche acquisita tanta (figura politica che potrebbe anche essere in posizione primaria per una prossima candidatura a premier) ..queste sue parole sembrano la solita vuota solfa....Il ripetersi di una retorica che si muove verso una interessata adulazione per chi gli ha aperto la via alla politica. Ad ottantuno anni.. il Cavaliere riceve ancora le ossequiosità da parte di chi gli deve molto e.. che, per suo merito, ha potuto trattenere in parlamento la propria poltrona. Tuttavia Mara Carfagna è senza dubbio una delle migliori del suo gruppo!
Alla convention di Fiuggi si è parlato soprattutto della possibile rentrée di Berlusconi che con la guida politica di Antonio Tajani, il quale da mesi siede in posizione alta del Parlamento Europeo..sembra risuscitato per necessità. Tramite lui..infatti si è teso a ricucire lo strappo con la Merkel per il gruppo dei popolari europei. 
In molti.. in questa ipocrita Europa che dimentica... riconoscono nella figura del Cavaliere, l'unica personalità in grado di rappresentare il Paese Italia. Sono gli stessi politici europei che qualche anno prima avevano condannato l'operato politico di Berlusconi ed il suo comportamento etico e morale oltre il limite. Di colpo tutto finisce: Malgrado una pesante condanna.. e la paura che uno sconosciuto Movimento possa sovvertire lo stato di potere del nostro Paese ..rimette in moto strani meccanismi di riconciliazione.
Parlare di ipocrisia politica sarebbe persino un eufemismo!
Con la scusa che gli estremisti non possono dominare la scena politica italiana – Berlusconi rimarca sulla necessità di una unità del centrodestra è necessaria per combattere i “populismi”. Siamo alla solita retorica del nulla: Il giochino centrodestra- centrosinistra si ripete ed ognuno dei due pare aver trovato da combattere il nemico invisibile del populismo.. che in realtà non è altro che il risultato di una disuguaglianza mai colmata dalla sterile politica delle contrapposizioni.
Ma sia a destra.. come a sinistra si combatte un'altra lotta che è quella della supremazia..quella del leaderismo e del premierato: Se FI parrebbe indirizzata sul nome di Tajani o,,forse.. della stessa Carfagna..e persino (nel caso sarà possibile) sullo stesso Berlusconi...Matteo Salvini esprime la volontà di voler fare lui il premier o di dettarlo (nel nome di Zaia) ..anche perchè il suo partito gode di una maggioranza rispetto a quello di FI. Questo metterà non poco in urto il dialogo per adesso in corso tra i due leader. Vi sono poi tanti movimenti che ispirano ad una nuova politica e che vorrebbero entrare in campo portando nuovi candidati a premier..tra cui quello neonato che vede in Sgarbi il leader.. Vi è il Movimento 5Stelle che pare optare per Di Maio...Ma chi sarà nel centrosinistra il candidato a Premier: Matteo Renzi? Gentiloni? Calenda? Del Rio?Minniti? Pisapia?
..Insomma ...abbiamo ad ora tante pretese alla carica di Premier.. ma nessuna vera proposta politica in grado di far crescere il Paese nel senso dell'innovazione e dell'interesse dei cittadini..Inoltre una legge elettorale mancante...Il tutto in quadro confuso che porterà di certo ad una grande astensione!


Alfio Di Costa: “meglio la coerenza che il mercato delle poltrone”


"Insieme si può"..non affronta la campagna politica regionale..ma rimane nel territorio per simboleggiare la efficacia di una coerenza politica a favore dell'isola.

Nel panorama politico regionale della nostra Isola..in questa campagna politica per le elezioni regionali si è visto di tutto e di più: Movimenti territoriali venduti alle politiche dei partiti nazionali per interessi di parte e spostamenti da un lato all'altro sul terreno delle vecchie contrapposizioni politiche che nulla di buono hanno mai promosso. Molti sono stati i passaggi da un lato all'altro e tante le posizioni di attesa nell'interesse di poter dare forza ad i partiti tradizionali attraverso promesse di poltrone ed assessorati.

In questo quadro il Movimento INSIEME SI PUO' di Alfio Di Costa sembra essere stato estraneo al contesto...Il suo movimento prosegue il percorso gradualmente, ma con la forza della coerenza e dell'equilibrio! : Se per qualche movimento radicato in senso indipendentista la posizione è rimasta la stessa e quindi coerente, per altri si è trattato di scomposte impostazioni che si sono dimostrate veri e propri compromessi ai limiti di ogni principio.. Al contrario..per il Movimento di Alfio Di Costa, che non guarda alla indipendenza... ma all'importanza ed alla forza dello Statuto siciliano per una autonomia, si è trattato principalmente di un arresto forzato dovuto da indipendenti motivi di carattere privato che hanno coinvolto direttamente il suo fondatore presidente. Tuttavia..al suo interno si pensa che vi sia la necessità che tale Movimento resti ancora in fase di maturazione organizzativa nel suo particolare processo di evoluzione.

Tempo fa ..Alfio di Costa... dichiarandosi a favore di una politica per i cittadini e per gli interessi del proprio territorio... aveva proposto una unione coerente con i tanti movimenti autonomisti che operano in Sicilia..e lo aveva fatto introducendo queste significative parole “Indipendentismo o autonomismo..quello che conta è lo stimolo costruttivo dettato dalla provocazione e dalla voglia di rinnovamento che non può che tenerci uniti.“ Prova evidente di un interesse non personale, ma collettivo a beneficio di un comune progetto per la Regione Sicilia. C'è qualcosa, secondo il fondatore del movimento “Insieme si Può” che avrebbe dovuto spingere ad unire gli odierni movimenti che oggi in Sicilia si battono per l'autonomia e per l'indipendentismo: E' quella voglia di portare nella propria terra un vento nuovo di riconquista dei propri valori per porli in forza di un rinnovamento utile a beneficio di una giusta crescita.

Un peccato..secondo Di Costa.. che questo messaggio non sia mai stato avvertito nella sua importanza e che i Movimenti sorti in Sicilia non abbiano percepito.. e non percepiscano tutt'ora.. l'importanza di una unione di forza compatta per arrestare la marcia dei grandi Partiti che hanno solo contribuito a peggiorare lo stato del nostro territorio!.


Oggi..anche di fronte alle virate incomprensibili di coloro che si erano proposti come Movimenti autonomisti che si richiamavano ai valori dell'isola, Alfio di Costa col suo Movimento risulta di certo il più coerente e pur non avendo potuto affrontare in questo suo difficile momento una campagna politica per motivi familiari, ha dato prova di affidabilità e di fermezza..Non si venduto a nessun Partito..ma non si nemmeno fermato! Ha continuato a guardare ed a studiare meglio il rapporto con i cittadini... per scorgere meglio ed in profondità. Il suo Movimento conserva ancora il progetto e si propone di continuare a combattere i motivi che ancora inducono un popolo siciliano a subire una politica governativa centrale che non aiuta la crescita della sua isola. vincenzocacopardo