24 mag 2017

Il potente Trump incontra l'umile Pastore

Papa Francesco di fronte al venditore di armi: La diplomazia si impone sulle differenti visioni sociali.
di vincenzo cacopardo
Come si può pensare che un terrorista che si lascia esplodere abbandonandosi alla morte possa pensare chi saranno le sue vittime? Purtroppo..sia che siano bambini o giovani..ragazze o vecchi.. in quell'attimo nella sua psiche vi è un solo stupido fine: cedere ad ogni raziocinio spinto dalla irragionevole forza del proprio sacrificio! Ma la verità in queste tristi ultime ore sembra essere legata ad un episodio sconvolgente: Una strage che potrebbe amaramente esser stata finanziata dal governo e dei contribuenti inglesi.
Sono queste le ultime voci che girano come una contraddizione assurda: Ronald Fiddler, alias Jamal Al Harith, un jihadista di Manchester finito a Guantanamo, liberato nel 2004 per volontà di Tony Blair, rimborsato dal governo inglese con un milione di sterline, muore come kamikaze nel febbraio di quest'anno a Mosul. Sicchè un terrorista.. che sarebbe stato finanziato dallo stesso governo britannico, grazie a quel milione di sterline, ha potuto agire espandendo la sfera di ulteriori attentati jhadisti.
Nell'attesa di saperne di più, senza azzardare alcuna retorica, possiamo ancora una volta svolgere un'analisi sulle continue contraddizioni che giorno per giorno vengono fuori su questo fenomeno ormai mondiale del terrorismo jhadista: Si dice troppo spesso che il buonismo da parte dei Paesi occidentali nei confronti dell'integrazione con l'Oriente..una democrazia fin troppo aperta ..la cultura cristiana stessa ..abbia offerto troppo spazio aiutando in certo modo il terrorismo a colpirci, ma se è vero pure che lo stesso Occidente lo finanzi..allora tutto rimane inspiegabile..anzi forse per certi versi..più spiegabile che mai !
Il presidente americano Trump qualche giorno fa pare aver chiuso una trattativa politica con l'Arabia Saudita e nel contempo ha concluso una vendita di armi per 110 miliardi che negli anni a venire potrebbe arrivare ad oltre 400 per combattere contro lo yemen. Cifre enormi da inorridire! Se l'operazione politica sulla quale il Presidente USA si è battuto il favore di una pacificazione in medioriente può definirsi positiva..non altrettanto può dirsi di quella relativa alla vendita delle armi. Sappiamo tutti ormai che l'Arabia Saudita ha venduto armi ai terroristi e continua a farlo.
Sembra quasi si voglia incoraggiare la guerra ed il terrorismo..come il tutto fosse studiato a tavolino per eliminare da questo mondo sopra affollato.. una buona parte di individui che sembrano pesare sull'economia finanziaria dei potenti. Se questa fosse davvero la verità su una globalizzazione comandata dall'alto che non considera più l'uomo come il centro dell'attenzione di una società ..non si capisce la costante ipocrisia di alcuni incontri diplomatici tra personaggi talmente diversi.

Oggi il neo presidente americano Trump si incontra con Papa Francesco: due personalità tanto diverse..quanto culturalmente in contrasto per spirito e senso della vita. L'uno che ha predicato costantemente contro le armi e l'altro che le vende a piè sospinto. L'uno che parla di denaro come sterco del diavolo..l'altro che ha sempre fatto del denaro un simbolo. Ma l'ipocrisia diplomatica si impone su tutto non lasciando alternativa alle differenti visioni del mondo e dell'essere umano.  

22 mag 2017

TUTTO SI MUOVE, PERCHE' NULLA CAMBI!


di vincenzo cacopardo

E siamo daccapo!..Come nulla fosse successo in questi anni..si continua con i consueti Partiti e con la prepotenza delle solite figure di Renzi e Berlusconi in un percorso di non crescita della politica rimasta al barroccio dei venditori della comunicazione e dei facili slogan. 
Si fa di tutto e di più per ostacolare un cambiamento che non può che essere di vera rivoluzione sociale e politica..cioè di metamorfosi..di completa innovazione di pensiero oltre che di figure! Si confrontano di continuo alla faccia di un popolo che.. rimanendo allarmato ed impaurito rispetto ad un incerto futuro...ripone costantemente ed immotivatamente fiducia negli stessi.

Le avances di Berlusconi al Pd sulla legge elettorale dimostrano ancora una volta che le carte le vogliono dare sempre gli stessi a proprio beneficio e con la solita prepotenza di una autorità basata sull'inganno della comunicazione e nell'infondere preoccupazione.

Abili manovratori della coscienza e del panico altrui, privi di vere idee innovative, Renzi e Berlusconi porteranno ancora una volta il Paese verso quel compromesso incessante di una politica lasciata indefinita..e per nulla costruttiva.. Appositamente edificata sulla consueta ambigua ideologia delle vecchie contrapposizioni, utili per loro.. ma meno per i cittadini di un paese ormai alla deriva.

Serve un governo forte!” Queste sono le uniche parole che ripetono da tempo..(ma non sembrano esser stati capaci di far nulla per rendergli alla base quella forza popolare necessaria). Parole che suonano anche come una comoda retorica non essendo riusciti a riformare correttamente le istituzioni a beneficio di uno sviluppo più connaturato al Paese Italia: Mezzogiorno e lavoro attraverso le necessarie infrastrutture hanno lasciato il passo ai continui bonus ed una pericolosa dominazione della finanza sulle banche. Intanto si resta a guardare sempre più allarmati per i dati economici che ambedue i “maestri del fare” ci hanno consegnato!

Con la diminuzione dei contributi statali per il jobs act le imprese non assumono più, ma è anche vero che fanno gran fatica a battere una concorrenza sleale dovuta a questa globalizzazione. I disoccupati aumentano su base mensile dello 0,7% (+23 mila). Dopo il forte calo registrato a dicembre, seguito da un'ulteriore diminuzione a gennaio, a febbraio il tasso di disoccupazione sale di 0,1 punti percentuali, tornando al 12,7%, lo stesso livello di dicembre e di 0,2 punti più elevato rispetto a febbraio 2014.


Si riapre la partita sulla legge elettorale


Sembrano giocare con la politica come se giocassero a carte! Propongono nuovi sistemi elettorali privi di vera funzionalità, ma ricchi di uno specifico proprio interesse governativo!”

di vincenzo cacopardo
Come volevasi dimostrare l'ultra ottantenne Berlusconi opta per un sistema alla tedesca. il Cavaliere offre allo stesso Partito di Renzi una strada che in realtà non ha nulla di nuovo e di veramente utile per il nostro sistema politico in via di innovazione, ma che scopiazza il modello tedesco. 
Si parla adesso di un «Tedeschellum» ..altra dimostrazione di come le idee dei nostri politici restano tanto densi di esterofilia..quanto privi della dovuta creatività conforme alla cultura storico politica del nostro Paese: Il cavaliere propone un sistema proporzionale, purchè si possa anticipare il voto, cosa che tra l'altro non dovrebbe dispiacere allo stesso Renzi. Passiamo quindi da un “Rosatellum” sfornato appena qualche giorno fa.. ad un Tedeschellum.
Si continua ad insistere con un monotono latinismo lessicale, ma in realtà.. anziché sciogliere il nodo del problema ..lo si taglia con forza!
Anche il fedele ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina si dichiara disponibile e contento di offrire agli italiani una legge di stampo europeo...Ma che significa di stampo europeo se non restare legati al guinzaglio delle regole di un sistema che continua a sottomettere il nostro paese al quella cultura dove l'unica cosa che regna è la finanza e la disuguaglianza?


Non si capisce proprio come il nostro Paese non possa ridere sopra questo dispiego di energie dei nostri politici indirizzate sulla scopiazzatura dei sistemi elettorali degli altri Paesi. Cioè su quelle regole elettorali che dovrebbero determinare i rapporti con una democrazia stabilendo una regolare rappresentanza dal basso. Naturalmente Renzi dovrà fare i conti con i numeri al Senato per poter convincersi ..Altra prova di come l'unico interesse non è quello di creare un giusto sistema elettorale che possa funzionare a beneficio delle nostre istituzioni, ma solo per un principio di interesse personale a garanzia di quella ambita governabilità.
La nuova proposta del “Tedeschellum” prevede l'esclusione dal riparto dei seggi ai partiti che hanno ottenuto meno del 5% dei «secondi voti» o che hanno meno di tre candidati eletti col «primo voto». Nel calcolo della quota proporzionale entra in gioco un'ulteriore variabile per cui al totale di seggi assegnati vanno sottratti gli eletti con il «primo voto». Quindi, se i seggi a cui il partito ha diritto col secondo voto sono più di quelli ottenuti con il primo, la differenza viene assegnata su listini bloccati su base regionale. Se invece gli eletti con il primo voto sono più di quelli a cui il partito ha diritto, li mantiene pur non avendo nessun seggio con la quota proporzionale.
Certo il Rosatellum non avrebbe avuto vita facile in Senato..Ma l'avrebbe la nuova proposta del cavaliere su Tedeschellum? Il cavaliere insiste:«Il sistema tedesco è l'unico che funziona davvero in Europa nei paesi in cui non è prevista l'elezione diretta del presidente”.
Certo è che tale proposta di Berlusconi tende a chiudere la strada di accordi elettorali con Salvini che ha sempre ambito procedere attraverso un sistema maggioritario...La consapevolezza del cavaliere è quella di percepire che potrebbe avere presto una risposta dal PD per procedere compatti verso un nuovo Nazareno che possa isolare il Movimento 5 Stelle. Il Movimento di Grillo a sua volta dovrebbe contrastare ogni manovra operata dal duo Renzi- Berlusconi aprendo verso un proporzionale puro e non verso un maggioritario che potrebbe difficilmente rendergli una vittoria. Non gli renderebbe vittoria nemmeno un proporzionale, ma potrebbe di certo regalargli maggior consenso popolare.
Tante domande comunque rimangono ancora in piedi: Un vero proporzionale deve restare proporzionale.. e non fondarsi sulle quote di sbarramento al 5% ..ma più basso.. al 3%. E poi il premio di maggioranza..su che ordine? Coalizioni si o no? Ed infine come eliminiamo i conflitti? I Partiti..quale vera ed utile riforma sui Partiti per garantire una definitiva chiusura conflittuale che rimane ancora la vera incognita indefinita della politica della nostra Nazione?

19 mag 2017

Classe politica, ruoli distinti e perenni conflitti

di vincenzo cacopardo

La politica rimane in perenne crisi di efficienza. Da tempo non riesce nella ricerca e nella elaborazione di un sistema più corretto adeguato al processo di crescita di una moderna società globalizzata. Si sostiene che una necessaria governabilità debba rimanere primaria rispetto a tutto il resto e cioè... che senza un governo forte non sarà mai possibile procedere nell'amministrare il Paese. Tale presupposto, in sè più che giusto, viene però messo in continuo dubbio quando la stessa governabilità pretende di imporsi su un principio parlamentare che risulta fondamentale per gli stessi valori della nostra repubblica democratica.

Da questo presupposto non se ne esce.. e non se ne uscirà mai se la base del dialogo sul quale si impostano i principi non si allarga...se lo sguardo ed il pensiero dei politici non si amplia in una percezione più libera e spaziosa. Malgrado gli sforzi.. la classe politica rimane ferma.. senza idee in proposito.. andando alla ricerca di novità frivole..per lo più generiche.. mantenendo quella forma mentis che si esprime su principi in essere obsoleti e paradigmi  poco utili.

E' ormai chiaro che il legame tra il potere legislativo con quello esecutivo, sostenuto in modo spesso conflittuale da questi nostri Partiti mai regolarizzati, caratterizza il peggioramento di una politica che, pur volendo apparire moderna attraverso il sostenimento di slogan e nuove figure, finisce col deteriorare ogni possibile costruttivo dialogo con i cittadini.

La distinzione dei ruoli.. di cui tanto si è parlato in questo Forum attraverso le varie analisi postate..è ormai una necessità. Il modo di stabilire questa separazione con metodo funzionale resta da risolvere, ma è anche vero che in proposito non si fa alcuno sforzo per ricercarlo. I conflitti d'interesse sono ormai all'ordine del giorno.. ed è ormai più che sicuro che chi opera per una politica di ricerca e di condotta parlamentare..dovrebbe restare estraneo ad ogni inclusione di carattere governativo. Chi, al contrario, appartiene ad una attività governativa non potrebbe avere rapporti diretti con i Partiti..e conseguentemente con ogni attivita' parlamentare.


Le forze della politica e della cultura del nostro Paese, non possono non riflettere sul fatto che: un “cambiamento” più personalizzato della “nostra politica” ci darebbe di logica, più autonomia e più qualità, portandoci ad essere più duraturi anche in termini di governabilità, quindi, persino più competitivi. Fino ad oggi, tutti i politici, sembrano essere rimasti confusi o assenti di fronte al problema delle utili riforme della politica. 
L’equilibrio ci dovrebbe suggerire una chiara divisione di questi ruoli spettanti alla politica attraverso due azioni: L’una “induttiva”(Parlamentare) ed un’altra “deduttiva” (Governativa), che realizzi i desiderati bisogni. Si legifera e per questo si governa! Ma l’attuale modo di governare e legiferare insieme, con i moderni sistemi di sintesi imposti dai Partiti, sta sottoponendo tutto il nostro sistema politico istituzionale ad un orribile spettacolo. Meglio sarebbe tendere a diversificare i compiti per non comprometterne i ruoli e determinare meglio lo scopo delle diverse azioni. Un’esigenza ormai spinta dal tempo che negli ultimi anni ha visto crisi di valori e di identità nel processo evolutivo di una società che marcia fin troppo spedita e che tende a determinare scelte non partendo da un percorso più logico.

17 mag 2017

Dubbi di una telefonata

Dobbiamo ancora capire bene dove sta la verità di questa telefonata di Renzi al suo babbo! Di certo è una telefonata che aiuta solo l'ex premier : Potrebbe essere stata fatta con franchezza.. o studiata ad arte per favorire lo stesso segretario del PD. Ma la domanda logica è se uno come Renzi, sapendo che il proprio padre è impelagato in una faccenda scottante(quindi potenzialmente intercettato), ne parli al telefono con tale disinvoltura e con eccessivo tono di richiamo..avendo ogni altra possibilità di parlargli de visu.

di vincenzo cacopardo

L'uscita di questa intercettazione pone comunque seri sospetti su come sia stato possibile che la stampa possa aver ottenuto la sua trascrizione. Sospetti che necessitano di un chiarimento più approfondito e dirimente verso la ricerca di una seria regolamentazione in proposito. I magistrati possono non preoccuparsi di eventuali autorizzazioni sull'utilizzo di simili intercettazioni, tuttavia questa forma di tutela nei confronti di tanti rimane troppo spesso trascurata da una mancata regolamentazione del Parlamento. L’attività di intercettazione telefonica viene svolta in forma legale, sia formalmente che sostanzialmente, solo se esercitata nei casi e per le finalità previste dalla legislazione. Nella fattispecie è fondamentale considerare verso chi sono state indirizzate le indagini. Per non di meno resta equivoco il fatto che una stampa possa impossessarsene con tale facilità. 


Ma andiamo al caso in questione: Si parla di barbarie mediatica, persino fomentata dalla magistratura.. e si giustifica l'ex premier nella propria preoccupazione per il fatto che Alfredo Mazzei aveva rivelato l'incontro tra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano coinvolto nell'affare Consip .

Secondo i protettori del neo segretario del PD ..si vorrebbe affondare il coltello attraverso un ulteriore scoop che possano mettere al tappeto un temibile avversario politico in via di ripresa. Un avversario che non gode tra l'altro di alcuna immunità parlamentare ..nè di altra carica istituzionale.
Ma in realtà questa telefonata non fa che favorirlo e risulta quindi illogico pensare che possa ritenersi penalizzato: Il suo tono accorato nel rivolgersi al babbo inducendolo a dire la verità è fin troppo una chiara e limpida dimostrazione di rettitudine. L'unica cosa di cui si può sospettare è proprio il fatto che il tutto sia stato studiato ad arte da una figura che ancora oggi si affida ad una comunicazione ingannevole e che sembra disponibile ad operare ogni strategia per restare in piedi…..

Certo è che dopo la divulgazione della telefonata sono partiti i comodi parallelismi con la figura del perseguitato Berlusconi. Sostenendo che entrambi sono stati oggetto delle attenzioni invasive da parte della magistratura. Il parallelismo con il Cavaliere potrebbe essere un'altra comoda strada per Renzi ed il comune vittimismo potrebbe persino rimetterlo in campo.   

16 mag 2017

Brigitte - Emmanuel..chi conta di più?

"Anche in Francia come nel resto del mondo la politica pare condursi attraverso una comunicazione studiata che mira all'immagine ed  agli slogan dirigendosi su un popolo che dalle piazze continua ad acclamare imperterrito le figure. Il vero presidente non sembra per nulla il giovane Macron, ma lei.. Brigitte!"

di vincenzo cacopardo

Si discute e si è discusso anche troppo sulla nuova elezione del giovane Macron alla presidenza della repubblica francese..ma lo si è fatto anche in considerazione della presenza a suo fianco della anziana giovanile moglie.

La cronaca ci dice che Brigitte “Bibi” Trogneux nasce il 13 aprile del 1953 ad Amiens, cittadina del Nord della Francia quasi al confine con il Belgio. Proveniente da una famiglia alto borghese, corona le sue grandi passioni della letteratura e del teatro diventando insegnante di francese.Sposata con un medico e madre di tre figli, Brigitte Trogneux all’età di 39 anni era una insegnante di francese e latino presso il liceo gesuita La Providence di Amiens, dove teneva anche un corso di teatro. Proprio durante le lezioni su “L’arte della commedia” di Eduardo Di Filippo, Brigitte conosce il giovane e brillante studente Emmanuel Macron, che nonostanbte i 24 anni di differenza si innamora in maniera folle della sua professoressa. Quella che poteva sembrare una cotta di uno studente per la sua insegnante pare essere diventata qualcosa di più serio. Emmanuel Macron frequenta Brigitte anche quando si trasferisce a Parigi per studiare alla Scuola Nazionale di Amministrazione. Successivamente Brigitte Trogneux divorzierà dal marito e nel 2007 sposerà, Emmanuel Macron.

Ma chi è Brigitte Trogneux la nuova first lady di Francia assai più grande di età rispetto al marito?.

Volendoci estraniare da ogni futile pettegolezzo in merito alla differenza di età della ex insegnante del leader di En Marche, possiamo comunque cercare di comprendere se la sua presenza abbia o non un peso determinante nella politica francese dopo l'ascesa del marito all'Eliseo. Non entriamo dunque nella retorica di una cronaca rosa spesso piccante e persino offensiva della particolare storia d'amore, ma solo sulla possibile incidenza che la moglie potrebbe avere sulla politica futura francese nell'ambito di una unione europea oggi in crisi.

Brigitte Trogneux viene vista come la vera artefice della discesa in campo del marito e non può che apparire come la sua più fidata e ascoltata consigliera. Una vera e propria spin doctor che dirige le scelte politiche del marito.

Basterebbe aver visto in TV il “dietro le quinte”dove tra l'altro appare un quadro assai misero di come oggi si conducono le battaglie politiche per le elezioni in forza di uno studio comunicativo sempre più deleterio e sconsolante... dove tutto sembra esser studiato meccanicamente per ingannare l'ascoltatore o intrappolarlo nelle logiche di una falsa realtà. Dove si tende ad ingannare il popolo parlando meno di programmi e molto di più in termini di slogan. Ebbene..in questi incontri per la conquista del voto.. Brigitte ha avuto un ruolo decisivo fin dalla decisione di creare anche il nome : En Marche! Un movimento che fa capo al marito, ma che ha conquistato consensi soprattutto con l'impegno e le decisioni della moglie! In concreto sembra chiaro che Brigitte Trogneux.. partecipando ad ogni riunione del marito, anche se non è mai intervenuta in sua presenza..continua a far contare la sua opinione in privato.

Potremmo sbagliarci, ma appare più facile che sia proprio lei a prendere le decisioni più importanti come ad esempio la scelta del primo ministro e le altre conseguenti scelte politiche nei confronti dell'Europa. Perciò la figura di Macron nel tempo rischierà di apparire solo come quella di una figura di comodo per la sua apparenza giovanile e persino piacente. Anche in Francia come nel resto del mondo la politica pare condursi attraverso una comunicazione studiata che guarda all'immagine ed agli slogan dirigendosi su un popolo che dalle piazze continua ad acclamare imperterrito le figure. Il vero presidente non sembra per nulla il giovane Macron, ma lei.. Brigitte!





12 mag 2017

Etica politica e diritto..

La Boschi..ancora vittima o di nuovo colpevole?
di vincenzo cacopardo

Il metodo sfruttato dai tanti che tendono a mettere al riparo il sottosegretario Maria Elena Boschi è quello di legare le sue manovre politiche solo ad un contesto giuridico.
E' un metodo forviante per toglierla da possibili responsabilità politiche! Quello... al contrario.. su cui ci si dovrebbe concentrare è se il suo comportamento politico sia stato consono con chi partecipa e presiede istituzioni governative e se nel suo esporsi possa o no aver commesso azioni di ingerenza a scopo personale. Un dubbio pesante per lo stesso Gentiloni capo del governo che vorrebbe togliersi dall' imbarazzo..ma che sembra restare costretto dal segretario del partito Renzi.

In tanti che la sostengono continuano ad obiettare che l'attacco politico contro la sottosegretaria altro non è che un atto di incivilta' giuridica poichè l'onere della prova non spetta all'accusato ma all'accusatore. Spostando volutamente l'attenzione sul diritto...Tutt'altra cosa!

Il quesito non può restare ancorato a formule giuridiche( come per comodo vorrebbero rimandare i paladini della sottosegretaria), ma rimane soprattutto legato ad una incognita riguardante un'etica politica..su un comportamento che merita un chiarimento. Una condotta poco comprensibile che finisce col toccare anche un problema di responsabilità.

Se si ha la concezione chiara di cosa significhi ETICA POLITICA ..chiunque, assumendo una carica istituzionale di tale livello, venga sospettato (già più volte) di essersi intromesso in modo indiscreto su faccende riguardanti possibili conflitti, dovrebbe sentire il dovere di fare un passo indietro nell'abbandonare la carica.. ed uno avanti nel proprio diritto di difendersi da fuori! 
La responsabilità giuridica è un'altra cosa !

Si potrebbe essere alzato un ulteriore polverone, come, al contrario, si potrebbe essere scoperchiata una pentola a pressione..Perchè ancora dopo mesi e mesi la fin troppo chiacchierata ministra non intende fare alcun passo indietro malgrado gli ultimi sospetti assai imbarazzanti sul suo operato?

Federico Ghizzoni.. banchiere italiano, ex Amministratore delegato di Unicredit, al momento preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione e risponde con un conciso "no comment" che non favorisce di certo la sottosegretaria del governo Gentiloni. Forse basterebbe una dichiarazione del banchiere in favore della sottosegretaria per sollevarla dalle indiscrezioni e censurare il libro di DeBortoli.  

11 mag 2017

IL "MITO" CONTRAPPOSTO AL "POPULISMO"


La politica costretta a creare miti per contrastare  una naturale reazione popolare 

Se davvero l'avanzata dei valori del popolo... indicata in Europa in modo dispregiativo come “populismo”... rappresenta una minaccia per il sistema, è anche vero che a questo..oggi.. vi si oppone la forza del “mito” delle figure. In realtà il popolarismo odierno è caratterizzato da una particolare attenzione verso i valori e la qualità di vita delle classi popolari.
di vincenzo cacopardo

Si tende a costruire ed esaltare figure nuove per distogliere l'attenzione e smontare le richieste di un popolo che vorrebbe maggior equità e senso sociale da parte della politica. Mai come oggi la studiata ricerca delle figure viene messa il luce al di là di ogni programma ed ogni idea.. persino al di fuori dal contesto dei consolidati vecchi Partiti! Ciò proprio per confondere i tanti cittadini imprimendo loro una sensazione di novità tesa a soffocare ogni possibile reazione popolare provocata dallo squallore di una odierna politica costruita per lo più sugli interessi personali e la corruzione.

Pensare che nella nostra Nazione...come del resto anche in campo internazionale... si possa cambiare il percorso politico attraverso una figura, equivale a non aver ancora intuito il pericolo di quel meccanismo che ci imprigiona e che condiziona una strada politica più sicuro e funzionale..Costoro possono essere identificati come gli abili sostenitori di una politica ipocrita e di manipolazione, ma le speranze di una vera crescita restano solo una favola!... Al di là di ogni tentativo di voler far credere ad uno sviluppo attraverso formule e formulette dettate dal singolo, questa rimane in se una delle ragioni per la quale i Paesi mettono in crisi ogni modello di vera democrazia.

I valori del Popolarismo rimangono quelli legati ad una dottrina politica democratica che non può essere confusa con un disprezzo verso il Populismo. Le espressioni "Popolare" o "del popolo" in questo contesto hanno due significati distinti: il primo è l'idea che i partiti democratici dovrebbero cercare di promuovere il bene di tutti i membri della società, al contrario di soggetti che promuovono il bene di un gruppo specifico, cioè di una classe; il secondo si riferisce ad una società in cui le persone vivono in armonia e dove le persone ed i gruppi sono interessati alla cura gli uni degli altri.

Da qui si evidenzia la responsabilità di un sistema che deve potersi cambiare a favore ed a sostegno di una vera economia e delle esigenze di una società più equa. Pensare di poter cambiare ciò solo attraverso la rigenerazione di nuove figure non è sufficiente..ma solo forviante!. 

L’esaltazione dei personaggi sembra ormai far parte integrante della nostra società che assume inconsapevolmente un valore, diventando una guida che genera motivo di ostacolo per il cammino di una società verso il futuro. Da tempo la politica non rimane esclusa dal fascino della mitizzazione. Prova ne sono, non soltanto le idealizzazioni rivolte verso chi ostenta una tipica politica di clamore e di immagine, ma gli stessi archetipi sui quali si continuano a fondare le basi della cultura politica: Mentalità che…generando circoli viziosi, finiscono col trascurare le vere capacità dei tanti che potrebbero essere utili per la costruzione di una politica attiva soprattutto nei fatti.

Le dimensioni amplificate dell’attuale modo di rappresentarsi in politica si riflettono con evidenza su una costante incapacità di saper far funzionare lo stesso sistema. I comportamenti che portano ad una mitizzazione si potrebbero facilmente percepire nella mancata conferma dell'individuo in un generale contesto sociale e sono facilmente riscontrabili anche nell'insicurezza dei tanti individui non capaci di sapersi imporre col la forza delle proprie idee: Si tende ancora ad idealizzare in modo esasperato l’immagine, creando attorno a questa un alone di sublimazione che finisce col mettere in evidenza l’assolutismo del personaggio e dogmatizzare ogni suo pensiero

Trump, Macron.. come anche Renzi.. paiono venuti fuori all'improvviso in forza di un sistema economico finanziario che ancora detta la politica. Con estremo clamore... sono stati proposti e messi alla ribalta quasi come dei miti..i mostri sacri di una moderna politica che fa presa e che comunica sulla base della presunzione e della spettacolarità! 

Tutto ciò rimane il prodotto di una mentalità arcaica dominata da un pensiero ormai incantato che finisce col determinare l'irrazionale concetto che, attraverso una immagine, tutto possa essere possibile.. persino con i rischi di ulteriori guerre . Il risultato è davanti ai nostri occhi: Partiti falliti nella loro opera di costruzione, che si sgretolano nel quadro di una società sopraffatta da un assolutismo e da singole figure pompate ed idolatrate che non potranno mai definire una vera democrazia in favore del popolo e dei suoi cittadini: Difficile che un vero concetto di democrazia possa svilupparsi sposando la edificazione dei nuovi “miti” di questa politica odierna!





08 mag 2017

Scontata vittoria di Macron e della Francia europea


La Francia china la testa all'Europa e frena l'avanzata della Le Pen.
di vincenzo cacopardo

L'inno alla gioia alla comparsa di Macron suona più come una ottemperanza alla Germania della Commissione europea, tuttavia non c'è da sorprendersi del gran vantaggio del nuovo presidente sul Front National. Un distacco aumentato e sostenuto da un popolo che vive di incertezze sul futuro e che con questo risultato impedisce al partito della Le Pen di mettere il Paese in uno stato di maggiore insicurezza.
Ciò nonostante, (se dovessimo fare i conti come li fa Renzi), il Front National da solo col 34% rappresenta la maggior forza politica francese..poichè sappiamo tutti che Macron, nel ballottaggio ha avuto bisogno dell'appoggio di altre forze politiche.

Ma il problema non rimane di semplice soluzione.. poiché le forze all'interno della Camera francese potrebbero risultare differenti. Non c'è quindi che aspettare la disposizione dei seggi all'interno del Parlamento che si vedrà con le prossime elezioni nazionali di Giugno. Il sistema semi presidenziale francese... alle elezioni nazionali.. fa uso di un sistema maggioritario a doppio turno e collegi uninominali. Si vedrà dunque se vi saranno o no sorprese e se Macron sarà in grado di superare con facilità la questione della nomina del primo ministro con una maggioranza adeguata e consona ad un progetto comune.

La realtà di questo risultato ci parla di una Francia che dà ancora sostegno e speranza a questa Europa ed ai contorni di una sua politica in forza di una globalizzazione internazionale sempre vincente, ma che continua a porre dubbi sui principi di equità ed uguaglianza: Se a posto del Front National vi fosse stato un Partito senza un passato fin troppo nazionalista..descritto oggi(sebbene si rifiuti questo appellativo) “di destra populista”, vi fosse stato un movimento senza precise ed assolute etichettature, tutto si sarebbe svolto in maniera diversa. Al di là del passato e di una etichetta che lo penalizza ..vi è in questo Partito, come in altri partiti antisistemici, qualcosa di utile e cioè il voler dar forza per cambiare questa Europa e non sopprimerla, voler combattere un sistema di globalizzazione che premia un mercato neoliberista sempre più competitivo che distrugge ogni qualità e premia quella finanza che non esprime alcun valore di uguaglianza...Il problema, per certi versi giustificato, rimane sempre quello della paura di affidare a simili forze l'avvenire di una Nazione. Ma è anche vero che.. se non vi fossero tali forze politiche..il sistema presserebbe con maggior forza sulla debolezza di tanti cittadini e sui popoli più deboli.

La Francia è un grande Paese ..ma viene accomunato ad un paese dell'area nordica, dove la realtà europea e decisamente diversa da quella dei paesi del basso mediterraneo come la nostra Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia..etc. Ciò la rende ancora simile a quei paesi del nord nello stereotipato quadro di una Europa che vorrebbe apparire uguale per tutti. Nella visione di tanti altri cittadini europei, la realtà appare invece diversa e le confortanti e belle parole “libertè,egalitè,fraternitè, non corrispondono per nulla allo scenario di quella Europa che si vorrebbe per tutti e di tutti.


E' inimmaginabile.. quindi.. accomunare il Movimento antisistemico di Grillo, od altri simili movimenti di rottura,  con quello della Le Pen, come risulta insensato pensare che la vittoria di Macron possa essere presa in considerazione per una prossima vittoria di Renzi. Ambedue pescati appositamente per dare forza ai poteri delle establishment di comando, ma nel contesto di Nazioni ben diverse: Paesi con differenti regole politiche istituzionali, ma soprattutto con realtà storiche culturali, imprenditoriali e territoriali decisamente dissimili. 

05 mag 2017

Il modello tedesco ed il tranello delle coalizioni


di vincenzo cacopardo
Il quotidiano il Foglio dà voce all'estimatore degli abili venditori di sogni!.. Il Foglio, è di certo un quotidiano pro-Renziano che a suo tempo fu anche filo-Berlusconiano. Non c'è quindi da stupirsi se oggi sostiene la possibilità di una nuova riedizione del “Nazareno”.
Il quotidiano offre spazio ad Oscar Farinetti.. patron di Eataly.. uno sponsor decisamente Renziano ed assiduo frequentatore delle Leopolde. Farinetti ammiratore di Renzi si esprime anche in favore di Berlusconi dichiarando alla stampa «Mi piace Berlusconi, ci stiamo rendendo conto che alcune cose che diceva non erano sbagliate».

L'ultima proposta del Pd, in tema di legge elettorale, mira ad un sistema semiproporzionale alla tedesca. Un sistema che vedrebbe il gradimento di Berlusconi..e sappiamo bene che in Germania le lunghe intese durano per tempi interminabili.

La realtà sta nel fatto che dai sondaggi si evince che al momento delle elezioni il consenso dei due partiti PD e FI (separati) con l'aiuto di Fratelli d'Italia.. porterebbe una maggioranza al Parlamento capace di dare la giusta forza al Governo, ma se si guarda ai sondaggi, ove vi fosse una coalizione antecedente le elezioni, la stessa unione renderebbe fortemente compressa la loro forza che non potrebbe sortire nemmeno un risultato vicino al 35%. L'abilità della politica e dei partiti oggi presenti, con un proporzionale ormai trionfatore, sarà quella di unirsi successivamente al voto.. in modo da non perdere il vantaggio della propria forza elettorale. In sé tutto ciò non pone problemi in un sistema di coalizioni, ma potrebbe porre molti dubbi sugli stessi cittadini i quali verrebbero presi di sorpresa e non potendo tornare indietro nella votazione..resterebbero in un certo senso succubi di un tranello.Sarebbe più etico e giusto che i Partiti, prima di esser premiati dal voto, dichiarassero quale coalizione formare.


Il sistema proporzionale (verso il quale il sottoscritto ha sempre espresso inclinazione) non può prescindere da una primaria regolamentazione dell'art 49 sui Partiti...Insomma..è comprensibile che i partiti che si uniscono abbiano CORRISPONDENZA ideologica oltre che quella decisamente più importante delle IDEE. Il sistema proporzionale offre la possibilità di legarsi in coalizione in un PROGRAMMA..e questa unione fa sì che questi possano modellarsi per arrivare a soluzioni ottimali che arricchiscano il risultato politico e l'esercizio governativo senza svilirlo. Ora..se i cittadini studiassero i programmi di FI e del PD potrebbero accorgersi delle contraddizioni in essere. Ma in tanti ormai sappiamo che ogni operazione voluta dai due Partiti tradizionali viene studiata di proposito per escludere una possibile vittoria dei 5Stelle.