11 mag 2014

Evangelii Gaudium: la nuova esortazione apostolica di Papa Francesco


LA GIOIA DEL VANGELO 
una breve nota di vincenzo cacopardo

Non un messaggio comune, ma un forte richiamo nel pensiero cristiano del nuovo Papa Francesco che esorta ad una società con più equilibrio e maggior cura verso il prossimo.

E’ una  esortazione apostolica quella che Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa con le parole che richiamano al Vangelo per riempire i cuori di coloro che incontrano Il figlio di Dio.
Il rilievo di un simile documento sottolinea il messaggio energico del cammino della Chiesa che il Pastore accompagna in un nuovo stile dettato principalmente dall’umiltà. Un cuore aperto vicino alla gente che più soffre. Una Chiesa che vuole andare alla ricerca di nuove strade, uscendo dalla sua immobilità per annunciare e diffondere la misericordia attraverso le parole di Cristo. Un documento lucido che mette in evidenza l’importanza della trasformazione di una Chiesa per denunciare quelle tentazioni a cui l’uomo, in seno alla società, è soggetto.
Non è la prima volta che Papa Francesco si pone con messaggi in direzione di una politica societaria più sana ed equilibrata. Le note in tal senso sono chiare: "No ad un'economia dell'esclusione; No al pessimismo sterile; Sì alle relazioni concepite da Cristo"
Il suo è un richiamo alla società organizzata verso una evangelizzazione che possa mettere al centro dell’attenzione la figura dell’uomo e non i propri interessi che degenerano di giorno in giorno. Il Pontefice richiama alla pace riaffermando la forza della fede unita alla ragione, richiama l’importanza di un dialogo tra Chiesa e società..ed in questo modo riaccende gli animi con la speranza di ridare forza e motivazione al mondo intero.
Ancora una volta il messaggio di Cristo prevale rispetto al più enigmatico credo assoluto…Francesco intende richiamare l’attenzione verso la Chiesa usando la via umile e discreta che fu nel messaggio di una figura tanto umile, saggia ed equilibrata..quanto misericordiosa ed umana.. mettendo meno in evidenza (per le circostanze attuali insite nel mondo)la figura centrale del creatore. Potendosi conquistare.. in tal modo.. persino  una buona parte di auscultazione e l’interesse dei non credenti.  Con ciò egli invia ancora una volta..un messaggio che è anche sociale oltre che religioso.   

Leggendo i lunghi capitoli di questa profonda Enciclica con l’introduzione e la guida alla lettura di mons. Marcello Semeraro e gli indici tematici a cura di Giuliano Vigini ..ed avendo ormai già compreso il percorso del nuovo Pontefice, non possiamo più rimanerne sorpresi: Il suo è un desidero di indirizzarsi verso i fedeli per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia.. indicando le vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
Prima dei capitoli, il Pontefice descrive in 8 punti Gioia che si rinnova e si vuole comunicare esprimendo il pericoloso rischio di una società che marcia verso il consumismo più sfrenato e quello di una opprimente offerta che sembra non arrestarsi.. contribuendo ad un forte individualismo che tende a separare più che a comprenderci. Da qui l’invito ad un incontro con la figura di Gesù Cristo ammettendo l’inganno e le proprie responsabilità che hanno indotto a fuggire da suo amore.

Malgrado i riferimenti  ai libri dell’Antico Testamento, il suo richiamo continuo al Vangelo ed alla parola di Cristo rimane prevalente: L’appello è alla propria dignità ed al fatto che nessuno potrà togliercela.. poichè conferisce con l’amore infinito e incrollabile di Gesù, ci permette di alzare la testa e ricominciare, attraverso una tenerezza che mai può deluderci e che può sempre restituirci la gioia. Il Pontefice esorta quindi gli uomini a non darsi mai per vinti, accada quel che accada. “Nulla possa più della sua vita che ci spinge in avanti!”
Proseguendo Francesco ci esorta con entusiasmo ad interpretare la gloriosa Croce di Cristo come un invito insistente alla gioia: un messaggio difficile da esprimere, crudo e forte, ma sicuramente incoraggiante per rinnovare la speranza. Il Papa ci informa che la gioia cristiana scaturisce dalla fonte del cuore traboccante di Cristo che promette ai discepoli: «Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia»

“Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua” sostiene il Pontefice, non dimenticando certe circostanze della vita che impongono scelte assai dure. Non bisogna però dimenticare di amare ed essere amati, vivendo nella fiducia e nella speranza del suo perdono malgrado ogni tentazione appaia oggi sotto forma di scuse e recriminazioni. A questo punto Francesco, con un preciso riferimento ad una società tecnologica che ha potuto moltiplicare le occasioni di piacere, muove un appunto.. sostenendo che, questa, difficilmente potrà riuscire a procurare una vera gioia, asserendo che le gioie più belle e spontanee da lui viste nel corso della vita.. sono quelle di persone molto povere che hanno poco a cui aggrapparsi: “Ricordo la gioia genuina di coloro che, anche in mezzo a grandi impegni professionali, hanno saputo conservare un cuore credente, generoso e semplice.”

In conclusione la missiva di Papa Francesco è chiara e rimane tanto profonda.. quanto profondo resta il suo attaccamento agli umili gesti che lo distinguono.
Il Pontefice ci trasmette la poca importanza che certe gioie terrene possono avere se esse non attingono al sentimento dell’amore promosso da Cristo, un amore verso il prossimo che deve manifestarsi con gioia al di là di ogni ricerca del benessere. Egli lo  stigmatizza con una frase precisa e coraggiosa «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva»


Non rimane che leggere con attenzione i 5 Capitoli per rendersi conto di quanto rivoluzionaria rimane questa sua opera e la missiva esortazione che contiene. Un messaggio che pur restando  di azione evangelica, contiene di sicuro un pensiero sociale che (a parer mio) fu anche nella mente illuminata del Cristo uomo.   

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