09 giu 2014

Bergoglio..il "coraggio" di un umile Pastore..

di vincenzo cacopardo
Ci vuole più coraggio per la pace che per la guerra”
Con queste parole Papa Francesco persevera nella sua opera innovatrice evangelica...  abbattendo ogni muro dell’inimicizia e riaccendendo la speranza di un percorso di dialogo per la pace. Un appello ancora forte... come sono sempre stati i suoi, non privi di una intensa visione umana del sociale….
Nei Giardini vaticani.. insieme a Papa Francesco.. vi erano i presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Abu Mazen. Con loro anche il patriarca ortodosso Bartolomeo e il custode di Terra Santa padre Pizzaballa.
L'appello del Pontefice è stato sostenuto da Shimon Peres che ha espresso l'importanza di adoperarsi con tutte le forze per raggiungere una pace a costo di ogni compromesso. Una giornata di portata memorabile dalla quale si attende l'apertura di una nuova stagione all'insegna della pace e della tranquillità in quei territori ormai da lungo tempo condannati da attacchi e stragi violente. La visita di Papa Francesco in Terra Santa ha rappresentato qualcosa di veramente unico. Una vera missione piena di ostacoli tra culti di origine comune...e con sfumature alquanto diverse per via delle tre religioni.
Ebrei , islamici e cristiani ...con l'intervento e l'ispirazione delle parole di Papa Francesco, ricercano una strada comune che possa essere da illuminazione per la pace. Le tre grandi figure profetiche che distinguono il loro credo: Mosè, Maometto e Cristo, seppur discusse tra di loro in un dialogo millenario, restano legate nel tempo ad un'unica concezione che si concretizza in un unico Dio. Nel passato proprio per questo unico Dio..ha dichiarato con amarezza Francesco... si è combattuta una interminabile guerra che per centinaia di anni ha portato...in quella che doveva raffigurare una “Terra Santa”.... continui scontri armati violenti.
Negli ultimi anni a venire..si è tentato diverse volte di interrompere la minaccia di dure lotte tra le religioni ed il nuovo Papa, oggi, ricalcando il viaggio operato da Giovanni Paolo II, ha cercato di unificare, seppur idealmente, il dialogo con le altre religioni, lanciando un ulteriore appello in favore della pace
"La Pace è un dono da costruire con i gesti"... prendendo spunto da queste parole Francesco ha inteso spiegare l'importanza del beneficio dello Spirito Santo e dell'armonia che esso infonde e genera... tale da poter operare una pace ed un'unità in qualunque contesto, passando sopra ogni presupposto ideologico integralista e fondamentalista.
Un auspicio.. sicuramente...ma anche una volontà non comune di un Pastore che persevera nel suo cammino forte di parole umili e concettualmente profonde. Il suo non è solo un messaggio cristiano, ma anche politico, umano e sociale... posto con la delicatezza non comune di chi non ostenta verità assolute e che si sforza di comunicare nel cuore e nell'animo umano infondendo una speranza ed un coraggio non comune.

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