17 lug 2017

LA STRAORDINARIA OPERA CARITATEVOLE DI FRANCESCO

Una vera ossessione per alcuni teologi...

il Papa contestato
di vincenzocacopardo
Con la sua comunicazione rivoluzionaria e la sua umanità tende ad unire le diverse culture religiose.


Ogni giudizio su questo nostro Papa (più francescano che gesuita) viene esposto con una critica quasi ossessiva, persino maniacale e martellante di chi non riesce ad osservare ed apprezzarne la sua cristiana evangelizzazione. C'è chi lo ritiene un esibizionista che recita la sua parte ostentando visibilità...chi lo ritiene troppo politico.. e chi lo definisce persino un peronista.
Il fatto che Papa Francesco (come afferma Marcello Pera) sia poco Francesco e poco... o per niente interessato al cristianesimo come dottrina all’aspetto teologico... non può che rappresentare in sé la vera rivoluzione della Chiesa: Una rivoluzione che porta alla sua rinascita poiché nei secoli la si è vista avvolgersi nelle tesi teologiche ultraterrene che hanno solo portato meno interesse per l'umanità intera. Una realtà che oggi si vede costretta in un quadro del mondo terreno dove cresce quella disuguaglianza e quello strapotere... rendendo l'uomo schiavo di se stesso .
Secondo Pera il Pontefice non è preoccupato della salvezza delle anime, ma solo della sicurezza e del benessere sociale: «Se poi si entra nel merito, egli suggerisce ai nostri stati di suicidarsi, invita l’Europa a non essere più se stessa: il Papa riflette tutti i pregiudizi del sud-americano verso l’America del Nord, verso il mercato, le libertà, il capitalismo. La sua visione politica, sociale e sui migranti è la stessa del giustizialismo peronista, non ha nulla a che vedere con la tradizione occidentale delle libertà politiche e con la sua matrice cristiana».
Nient'altro che retorica per la quale si pensa che la stessa Chiesa vada incontro ad un suicidio! Una visione ristretta..quasi inquietante di chi tende a seguire disperate (ed a volte..convenienti..) vie teologiche verso le quali viene spinta l 'umanità.
Fa tanta rabbia accorgersi di come l'attività costante offerta con passione e grande umanità da questo Pontefice possa essere messa in discussione o persino travisata..volendola persino fare apparire come una visione del “giustizialismo peronista”. Il Pontefice esercita la sua funzione ecclesiale attraverso la preghiera e non un ruolo politico. Potrebbe..ad esempio.. un Papa non pregare in favore di una pace?..Potrebbe non scongiurare altri conflitti sia orientali.. che di un qualunque altro paese occidentale? Per quanto mi riguarda..non ho mai inteso coniugare cattolicesimo e sociale nel modo in cui intendono farlo in tanti che lo contestano.
La mia osservazione riguardo al Papa esula da qualunque altra posizione: Definisco l'opera di evangelizzazione di Papa Bergoglio conforme a quella di chi, come Pastore supremo del cattolicesimo, segue i valori (universali) dell'amore così come lo fece Cristo in terra...Nulla di più!..Ripeto ...se un Papa è Papa ..deve operare di proposito.. e nulla di quello che lui esprime può essere distorto da coloro che, operando per una politica, dovrebbero.. per dovere, apprestare idee e servizi, a beneficio di una società ormai allo sbando...sia essa occidentale... che orientale.

Errato anche parlare di simpatia o antipatia per la figura di un Pontefice..come mi sembra insensato schierarsi a sfavore del suo pensiero. Non credo per nulla che Papa Francesco voglia operare contro un'occidente...anzi certa critica infeconda di chi si sente attaccato in quanto appartenente ad una civiltà occidentale, mi sembra del tutto errata, persino forviante, poiché il problema rimane altro.. ben diverso. Basterebbe essere più intuitivi nel pensiero e meno prevenuti nella figura di Francesco per riuscire meglio a comprendere che il suo tono non è quello “peronista” indicato dai tanti critici, ma quello di uno spirito libero (persino rispetto al suo Clero) di chi ama in modo incontestabile il popolo nel suo insieme.

Il Papa nel suo dialogo esprime una realtà che in questi giorni appare sotto gli occhi di tutti e dove nei Paesi più progrediti continua a perseverare con forza una certa iniquità. Allora è più che sacrosanto chiedersi per quale motivo queste società anziché tendere a livellare un certo benessere, per meri motivi di un mercato..(quasi volutamente non regolamentato), continuino a dimenticare un principio sacrosanto di equità tra gli uomini. Ciò non significa mortificare una società progredita, ma constatarne certi macro-difetti. Se queste considerazioni (che tali rimangono) non devono essere espresse da chi diffonde un verbo cristiano, significa restare ipocriti rispetto ad un onesto giudizio. Non si può mai biasimare chi combatte con le dovute parole una certa cultura guerrafondaia...come non si potrà mai chiedere ad un Pastore di una Chiesa cattolica cristiana di assumere un ruolo che appartiene solo alla politica. Un Papa non potrà mai porsi al di sopra della politica, sebbene Francesco abbia già dimostrato abbondantemente.. attraverso il suo verbo.. quanto la politica debba imparare dalle sue stesse parole.

Per cui..quello che non mi riesce condividere è proprio l'indicare come “perdenti” o peggio “rassegnate” le sue parole che... al contrario... (non potendosi mai porre con un differente dialogo che appartiene alla politica)...sono dimostrazione giornaliera di una evangelizzazione costruita sull'amore verso il prossimo. Questo è l'unico segno che il Papa può e sa esprimere..ed e' la migliore predicazione espressiva di un sentimento che di certo gli appartiene.

Il Pontefice, al contrario di un certo Clero fin oggi ancora rinchiuso e ristretto, dà continua prova, attraverso parole semplici ed umili, di quanto il messaggio d'amore cristiano possa fare breccia persino in seno alla popolazione ed alla cultura orientale...Certamente non può che far male assistere ai continui efferati omicidi condotti con brutalità nei paesi oggi più poveri contro degli innocenti cristiani, ma se un “Papa cristiano” dovesse oggi intervenire sul piano politico, additando colpevoli e non colpevoli.. il mondo intero ne uscirebbe di sicuro peggio. Francesco non abbandona i valori cristiani dell'Occidente.. anzi.. si muove costantemente in favore di questi con quella particolare umanità e l'umiltà necessaria che rappresentano oggi ciò che.. al contrario.. gran parte della stessa società occidentale..pare aver perso. ..La sua può quindi definirsi una comunicazione rivoluzionaria tendente a unire le culture religiose e non a separarle o contrapporle.


3 commenti:

  1. Caro Vincenzo, apprezzo le tue parole e il tuo sforzo sincero e autentico di comprendere Papa Francesco, che è facilmente comprensibile ! a meno che non si abbia dei paraocchi o una visione troppo sclerotizzata del ministero di Pietro, quasi che debba ripetere un copione già scritto. Il ministero di Pietro è misterioso; eccede gli schemi e le ideologie, perché è lo Spirito Santo che, in ultima analisi governa la Chiesa: un elemento invisibile che si intreccia con le azioni visibili dei cristiani (non solo dei Pastori) e insieme scrivono la storia della comunità dei figli di Dio nel mondo. I due elementi (visibili ed invisibili) sono indispensabili per poter capire la Chiesa e la sua storia. Detto questo certamente Papa Francesco è un pontefice di rottura; il suo desiderio ecumenico, di unità tra i cristiani, lo porta a destrutturare elementi di sacralità (buoni in se) che si sono strutturati nell'ultimo millennio e ritornare ai tempi in cui non si erano consumato lo scisma di oriente, con gli ortodossi, e la riforma protestante. Questo disorienta non pochi cristiani, che lo leggono come una perdita di fede o un contrasto con gli splendidi papati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, che sono stati tra i più belli e fecondi di tutta la storia della Chiesa. In questo sforzo di desacralizzazione, che per altro anche Giovanni XXIII e i Papi successivi hanno praticato, Papa Francesco esprime un suo stile, molto informale e colloquiale, con commenti sopra le righe (in un italiano incerto) che certamente non sono atti di magistero, così come non lo sono alcune note dell'esortazione apostolica "Amoris laetitia" su cui si sono appuntate le critiche o i dubbi di parecchi cattolici, i quali non hanno capito che si tratta di commenti bonari, note a margine o cose del genere. Invece di guardare la sostanza stanno a spaccare il capello in quattro, o filtrare il moscerino..., Mentre il papa ha detto chiaramente che non intende cambiare una virgola degli insegnamenti della Chiesa su fede e morale.
    Il Papa, chiunque egli sia, viene visto dai cattolici come Vicario di Cristo e Pastore di tutta la Chiesa, guidato dallo Spirito Santo oltre che dalla sua coscienza, come strumento e segno di unità. "Ubi Petrus ibi ecclesia". Il punto 892 del Catechismo della Chiesa cattolica recita così: " L'assistenza divina è inoltre data ai successori degli Apostoli, che insegnano in comunione con il successore di Pietro, e, in modo speciale, al vescovo di Roma, pastore di tutta la Chiesa, quando, pur senza arrivare ad una definizione infallibile e senza pronunciarsi in “maniera definitiva”, propongono, nell'esercizio del Magistero ordinario, un insegnamento che porta ad una migliore intelligenza della Rivelazione in materia di fede e di costumi. A questo insegnamento ordinario i fedeli devono “aderire col religioso ossequio dello spirito” che, pur distinguendosi dall'ossequio della fede, tuttavia ne è il prolungamento. "
    Quindi almeno rispetto, prudente silenzio quando la cosa non sembra chiara, riflessione e chiedere consiglio a chi ha competenza, ecc. Spesso queste critiche denotano un ingenuo protagonismo (il Papa dovrebbe fare come penso io) oltre che poca fede.

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    1. Caro Michele..ti ringrazio per avermi letto e per l' ottimo commento. Potrai credermi se ti assicuro che non faccio alcuno sforzo nel comprendere il cammino di Papa Francesco. Chi ti scrive e' agnostico..ma relativamente attirato dall ' evangelizzazione di Cristo che ha sempre visto come uomo ...grande maestro di vita e predicatore di quell'amore terreno che fa la differenza. Mi spiace poiche' capisco che non puo' riuscire facile da comprendere per te che professi una fede.Anch'io ho una mia fede che resta bloccata sulla vita terrena. Credo comunque che ci accomuni il giudizio su questo Pastore della Chiesa che potrebbe avere un ostacolo proprio da parte di chi giudica maldestramente il suo operato all' interno stesso della comunita' religiosa che presiede. Ti ringrazio ancora

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  2. Caro Vincenzo, quanto dici è perfettamente comprensibile e condivisibile. Le cose di questo mondo hanno una loro verità accessibile alla ragione, correttamente usata. La fede è un allargamento della visione; è porsi delle domande sul senso ultimo, sul fine e sull'origine. E' non escludere aprioristicamente Dio dall'orizzonte umano, cercando segni del suo operato, testimonianze sulle sue comunicazioni agli uomini e prendendo sul serio Cristo e quanto ha detto e fatto. Un saluto, con stima e affetto. Michele

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