07 nov 2014

Yeshua : un predicatore umile che amava il sociale


una via sentita e seguita successivamente da Francesco d'Assisi...da papa Giovanni Paolo, segnata dalla sofferenza e dall'umiltà.. oggi anche perseguita dall'attuale Pontefice.”

di vincenzocacopardo

Quando si fa un'analisi sulla vita e la predicazione di Cristo..non si riesce mai a contenersi dentro i limiti di un ragionevole dialogo. È sempre in primo piano, la persistente discordanza tra fede e ragione. Non v'è dubbio che molte ricostruzioni.. persino documentabili, nel tempo, abbiano messo in discussione il racconto dei Vangeli.Da questi emerge come la predicazione e l'operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto territorialmente, ma che successivamente ha raggiunto vari strati della società 

Sembrano comunque esservi tra i Vangeli contrasti e contraddizioni con i tempi in cui Gesù di Nazareth stesso visse. Tuttavia rimane esplicativa l'azione rivoluzionaria da lui condotta che non ha solo sconvolto i vecchi paradigmi di quel regime e finanche il comportamento morale che nei secoli ha costruito valori fondamentali nei rapporti tra gli uomini: Una figura storica a cui si deve non solo enorme rispetto, ma il dono di aver percepito quanto illuminata possa essere una società in cui resta essenziale quel rapporto di amore tra gli uomini.

Basterebbe questo per spingersi verso quel cristianesimo puro non intaccato da condizionamenti ecclesiastici fin troppo pesanti ed a volte persino forzati. Sarebbe sufficiente contenere il percorso della propria vita nel rispetto reciproco con quella altrui.. anteponendo sentimenti d'amore e soffocando quelli contrari... Vivendo nel rispetto del prossimo e nell'amore che si deve al bene infinito regalatoci dalla natura.

Considerata sul piano umano la figura di Cristo può sicuramente essere analizzata come quella di un maestro di vita che predicava amore tra i popoli e carità per il prossimo senza alcun ritorno per se stesso..se non quello di tutelare il valore alto della vita: Una predicazione umile ed itinerante ,ma utile ad ogni società che guarda all'integrazione fra i popoli, in prospettiva di uno sviluppo funzionale di un mondo che deve.. obbligatoriamente progredire in forza di una convivenza.

Se si osserva attentamente (estraniandosi da ogni preconcetto di fede) la predicazione evangelica durante la sua breve vita, (al di là di ogni aspetto riguardante i meno attendibili miracoli), ci si accorge di quanta concezione politica innovativa vi era nelle sue parole: i suoi principi di amore si concatenano con quelli occorrenti ad ogni società in progresso: Senza quell'indispensabile amore tra gli uomini..non può mai esservi modo di interagire positivamente..senza interagire non potrà mai formarsi una società integrata e solidale..senza questa... inoltre... non può esservi sviluppo..sopravvivenza e pace. Ed ecco il valore politico che vede in Cristo uomo.. nella saggezza delle sue parole.. e nelle amorevoli movenze verso il suo prossimo.. una autentica innovazione per lo sviluppo più solido di ogni società..

Il suo messaggio rimane quindi attuale, seppur ancora non compreso dagli uomini di oggi, che vedono nella sua figura il portatore di una fede..fissando purtroppo meno attenzione in quella sua figura umana che fu quella di un attento e sensibile osservatore del sociale e di un profondo e saggio comunicatore.
Il mondo, al di là della credenza imposta dalla fede, sembra aver intuito solo in parte l'importanza e di questa presenza in terra: il messaggio di un grande politico che mirava all'integrazione fra i popoli come atto di umanità, ma sopratutto come speranza utile alla crescita dei popoli.. portando un messaggio di una vita terrena che deve viversi nella visione di una possibile speranza per un'altra vita. La sua predicazione indicava.. in quell' equilibrio della natura offerta da Dio... un percorso da seguire anche per l'uomo...una strada che si sarebbe dovuta percorrere con il rispetto verso il prossimo e la dovuta umiltà.. (una via sentita e seguita successivamente da Francesco d'Assisi...che si scorgeva con evidenza nella sofferenza di papa Giovanni Paolo e che oggi sembra presente anche nell'umile contegno del nostro Pontefice Francesco).

Molti come me..pur restando per natura alquanto agnostici, riescono comunque a credere nel genere umano e cioè...in quel percorso che l'uomo intraprende per far sì che la sua presenza in terra abbia un significato, se pur questo..non sia dato comprendere in profondità.
Di sicuro non è facile comprendere il principio della fede.. poiché essa assume un’apparenza non propriamente umana ma, malgrado il momento storico...che appare più simile al più basso medioevo, si può tuttavia riuscire a credere nella forza dell’uomo e nella speranza che essa possa offrire un senso alla vita. Una speranza che si evidenzia nella stessa natura che ci circonda, la quale…malgrado le intemperie e lo stesso degrado causato dal genere umano, persevera con ostinazione in un naturale percorso di vita: L’uomo sembra avere in sé..qualcosa che rappresenta una marcia in più e, per questo... è colui che dirige ed è responsabile del proprio destino nel mondo.

Fatta questa premessa…non ci si può esimere dall'esprimere una personale considerazione sul nuovo Pontefice, che, seppur criticato da una parte della società, appare al mondo come un generoso Pastore che comunica con una particolare  umanità simile a quella che fu di Cristo.

Sono sempre stato affascinato dalla figura di Cristo che, al di là dei miracoli evidenziati nel Vangelo (ai quali non riesco a credere), ho sempre osservato e valutato su un piano prevalentemente umano: Egli fu sicuramente il primo uomo al mondo che ha espresso la sua umanità col profondo sentimento dell’amore e dei sentimenti. Oggi..con la figura del nuovo Papa che sembra manifestare, oltre ad una umana simpatia…un’umiltà pari a quella di chi portava il suo nome, non si può non leggere in profondità un legame con il lato umano che Cristo diffondeva. Riesce difficile non metterlo in relazione col momento storico e l’infinito bisogno che l’uomo ha di credere in sé stesso: Papa Francesco sembra un'efficace figura di stimolo per l’uomo che deve liberarsi da un passato che lo ha visto attore di una crescita sfrenata senza controllo…fino ad un riscontro con il peggiore cinismo che ha finito col renderlo schiavo di se stesso e del denaro.

I messaggi del Pontefice sono sempre chiari e la dicono lunga su tutto ciò! Quando ci parla di credere in positivo e non cedere al pessimismo ed allo scoraggiamento, abbandonando un percorso che ha solo contribuito a seppellire ogni nostro sentimento verso il prossimo, lo fa per proteggerci! Un Pontefice che…attraverso l’innegabile simpatia…e con l’innata forza della sua umiltà…sembra esprimere empaticamente quell’energia positiva di cui si ha oggi bisogno. La politica…nella sua opera di metamorfosi... dovrebbe trarre esempio e spunto da questo semplice messaggio per l'atteso cambiamento.

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